Attenzione
Sala stracolma a San Miniato
Le risposte ai tanti dubbi sul batterio e come comportarsi rispetto ad età e malattie
SAN MINIATO. Alla Misericordia di San Miniato basso sala gremita di gente per l’incontro sulla meningite . In tanti sono accorsi per ascoltare le parole del dottor Gabriele Mazzoni, direttore del dipartimento di prevenzione dell’ex Asl 11, (con il sindaco Vittorio Gabbanini) e trovare una risposta ai mille interrogativi sorti in seguito alla diffusione del batterio.
Lo scopo dell’incontro è quello di dare alla cittadinanza informazioni corrette in merito all’aggressivo microorganismo – il meningococco C – che dall’anno scorso sta mietendo numerose vittime nella valle dell’Arno e sta destando paura e turbamento nella popolazione.
Sono stati proprio i cittadini a prendere la parola per dare voce alle proprie preoccupazioni. «Siamo impauriti. – dice uno di loro – L’impressione è che la risposta al problema sia in ritardo. Come state intervenendo su questo fattore? Ci sono dei medici di famiglia che non sanno ancora come affrontare la situazione». L’esperto rassicura: «Martedì sera sono arrivate 1500 dosi di vaccinazioni per tutta la Toscana, di cui 1000 soltanto per il territorio dell’ex Asl 11. Altre 140mila arriveranno nel corso delle prossime settimane. Compito dei medici di base sarà quello di organizzare e scaglionare al meglio le dosi fra gli assistiti. Occorre mettersi in coda».
L’elemento che desta più preoccupazione è la massiccia diffusione della meningite lungo il bacino dell’Arno, dalla città di Firenze fino all’area costiera. Quando qualcuno chiede una possibile spiegazione del fenomeno, Mazzoni risponde che l’elevata densità abitativa potrebbe aver contribuito alla diffusione del batterio, che sembra quasi aver messo radici in questa zona.
Ma perché il fenomeno ha assunto dimensioni così consistenti, soprattutto in una fascia d’età considerata meno a rischio come quella degli adulti? «Colpa di uno scorretto messaggio veicolato anche dai mass media negli anni precedenti, quando i decessi di alcune persone anziane sono stati messi in relazione con la somministrazione del vaccino antinfluenzale. Questo ha fatto sì che le persone si impaurissero. Di conseguenza la campagna di vaccinazioni è saltata e l’influenza ha proliferato. Il tutto ha comportato un generale indebolimento delle difese immunitarie della popolazione e ha permesso la diffusione del meningococco sul territorio».
Eppure, c’è anche chi lamenta un intervento ritardato da parte delle stesse autorità sanitarie: «Perché le vaccinazioni a tappeto non sono state fatte già a partire da ottobre? – dice un cittadino – La raccomandazione è arrivata soltanto adesso. Prima ci è stato risposto che per i più grandi il vaccino non era ancora stato testato». Semplicemente perché fino a poco tempo fa «si sono verificati pochi casi di meningite fra gli over 45», puntualizza il dottore. Ma chi potrà farlo? Ci sono dei rischi particolari, collegati a determinate patologie? «Possono vaccinarsi tutti, dai bambini dopo il tredicesimo mese di vita fino agli adulti. Ai soggetti cardiopatici, diabetici, con anemia mediterranea, malattie croniche o tumorali è particolarmente raccomandato. Anche chi ha delle allergie può farlo. Si consiglia di rimandarlo soltanto nel caso in cui ci sia una febbre in corso» conclude Mazzoni. Il consiglio, dunque, è quello di correre ai ripari e provvedere al più presto a tutelare la propria salute.
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