Il Tirreno

Empoli

«Preoccupati per senologia»

Le smentite dell’Azienda sul depotenziamento non convincono i sindacalisti

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EMPOLI. L’attenzione sulla struttura di chirurgia senologica rimane alta all’interno della Rsu dell’Asl 11. E la preoccupazione anche. «Abbiamo delle indicazioni precise che danno per certi alcuni spostamenti – dichiara Paolo Prosperi, Cgil, coordinatore della rappresentanza sindacale – quello di chirurgia senologica è il più evidente. La nostra contestazione parte non tanto da una presa di posizione pregiudiziale, ma da una considerazione di merito e di metodo. Al di là del fatto che su un’operazione del genere non c’è stata ancora nessuna informativa da parte della dirigenza, ci sembra che non ci sia un piano preciso dietro se non quello di riuscire a fare un po’ di economia senza guardare al territorio e ai pazienti».

La richiesta di una maggiore trasparenza, insomma, e un confronto che permetta ai lavoratori di concertare le decisioni. «Il Progetto Donna è un sistema composto da tanti professionisti – prosegue Prosperi – che curano diversi aspetti della patologia tumorale femminile. Prendere una parte di questo sistema e portarlo in un altro territorio non ci sembra la scelta più appropriata, perché in questo modo si depotenzia l’intero progetto. Tuttalpiù stiamo parlando di una vera e propria eccellenza: rispetto ad altri ospedali, a Empoli riusciamo a fare cose in più grazie alla strumentazioni che abbiamo. Siamo in grado, ad esempio, di fare diagnosi in tempo reale sul cosiddetto linfonodo sentinella». Ma ciò che preoccupa la Rsu è anche la ricaduta sull’intero sistema di chirurgia del San Giuseppe. Quella senologica, infatti, effettua qualcosa come 500 interventi l’anno. «In tutta l’area vasta ci sono 54 sale operatorie e ci risulta che in altri ospedali alcune di esse siano sottoutilizzate e quindi vengano impiegate per altri scopi – chiarisce – vorremmo che ciò non accadesse a Empoli. Altro aspetto controverso riguarda i prelievi: non c’è ancora chiarezza su questo, ma ci dicono che una parte di essi saranno dati in appalto. Mentre i lavori al blocco H del San Giuseppe, che sarebbe dovuto servire a riportare nefrologia e dialisi da San Miniato e ad attivare le cure intermedie, siano bloccati per mancanza di fondi. Che almeno ci dicano come stanno le cose». (m.p.)

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