Sicurezza
Scatta la cassa integrazione per 120 addetti in 24 ore
Mozzorecchi (Filctem): «Piccole realtà in ginocchio a causa della crisi internazionale» Intanto i 36 ex dipendenti della Fraber (che ha chiuso) impugnano i licenziamenti
CASTELFIORENTINO. La Fillea-Cgil, con il funzionario Alessandro Lippi, in prima linea per difendere i dipendenti della Falegnami. Ma le bandiere rosse dei lavoratori del legno, non erano le sole a sventolare ieri mattina in via Niccoli. C’erano pure - come simbolo di solidarietà e sostegno in un momento così delicato - quelle della Filctem-Cgil dell’Empolese Valdelsa, che rappresenta, tra gli altri, gli addetti di tessile-abbigliamento e calzaturiero, gomma plastica, vetro, concia e pelli, ceramica e piastrelle. Che non se la passano bene, per una serie di fattori: «La crisi internazionale - spiega la responsabile Silvia Mozzorecchi - sta mettendo in difficoltà sia coloro che lavorano per le griffe, sia le aziende che producono merce di qualità, destinata a una clientela di alto livello. Penso a quello che sta accadendo in Cina, ma anche in Russia con il Rublo debole. E agli attentati terroristici, che spingono molte persone a restarsene a casa. Se cala il turismo di un certo livello in determinate mete, viene a mancare la clientela». E di conseguenza le aziende locali vanno in crisi.
A cominciare da quelle del calzaturiero: «Mi arrivano costantemente cinque-sei richieste al giorno di avvio di procedure per la cassa integrazione. A fine gennaio ne sono state presentate addirittura 19 in 24 ore per un totale di centoventi addetti. La situazione è terribile».
Anche perché nel frattempo gli ammortizzatori sociali sono diminuiti: «La durata massima della cassa integrazione in deroga è scesa a tre mesi rispetto ai cinque dell’anno precedente. E attualmente ne usufruiscono una trentina di aziende in tutto il circondario, tanto per dare un dato complessivo che fotografa bene ciò che sta accadendo».
Insomma, «almeno da queste parti - sottolinea Mozzorecchi della Filctem-Cgil - la ripresa non si vede proprio. Basta farsi un giro nelle aziende per capirlo: ce ne sono alcune che lavorano, ma tante altre che purtroppo sono in grossa difficoltà».
Ne sa qualcosa la sua collega Donatella Galgani della Filcams (Commercio, turismo e servizi), anche lei presente al presidio davanti alla Falegnami, e “fresca” di trentasei licenziamenti alla Fraber commerciale, sempre a Castelfiorentino, azienda che si occupava della distribuzione di prodotti per la pulizia della casa e igiene personale.
E che ha chiuso i battenti a fine 2015, chiudendo una storia lunga 23 anni.
«I lavoratori ci avevano contattato un paio d’anni fa, quando le cose iniziarono ad andare male. Le abbiamo provate di tutte, dagli ammortizzatori sociali alle esternalizzazioni, ma non c’è stato niente da fare. Ed è scattata la procedura di mobilità per tutti».
Ora la Cgil è in contatto costante con il curatore fallimentare Stefano Casagni, per vedere di salvare il salvabile: «Abbiamo impugnato tutti i licenziamenti - spiega Galgani - per vedere di recuperare almeno le mancate retribuzioni». (f.t.)
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