Sicurezza
Fusioni obbligatorie i sindaci si ribellano
Gambassi e Montaione bocciano la proposta di legge targata Pd
EMPOLI. Volenti o nolenti, i Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti dovranno fondersi. Se non lo faranno autonomamente, beneficiando dei consistenti incentivi economici previsti, i matrimoni saranno imposti dall'alto, con legge regionale.
Questo lo spirito che anima la proposta di legge presentata da 20 deputati del Pd, primo firmatario Emanuele Lodolini, e attualmente al vaglio della Commissione Affari costituzionali della Camera. La norma, se approvata nella sua forma attuale, è destinata a stravolgere la mappa degli enti territoriali italiani. Per ben 5.652 Comuni su 8.057 scatterebbe infatti la fusione d'ufficio.
Anche l'Empolese Valdelsa non uscirebbe indenne da questa rivoluzione targata Pd. Già perché Gambassi, con i suoi 4.834 abitanti, e Montaione, che ne conta 3.667, non potrebbero far altro che unire le loro forze o scegliere come partner altri Comuni più popolosi.
L'idea che la parola fine sull'annosa questione "fusione si-fusione no" sia scritta a Roma non piace a nessuno dei due sindaci. Il primo cittadino di Montaione Paolo Pomponi si è detto fortemente contrario all'applicazione di un criterio esclusivamente demografico che non tiene conto delle specificità dei territori. «Non si fanno politiche sulla carta o tagli con l'accetta. C'è caso e caso - ha dichiarato il sindaco - e questo Ddl non tiene conto delle specificità dei territori. Tagliare le spese è importante ma non è risparmiando sulle indennità di un po' di sindaci e assessori che si risolvono i problemi della finanza pubblica».
Gli fa eco il collega di Gambassi, Paolo Campinoti, che vede nella formula proposta dai parlamentari in forza al suo partito, una soppressione del diritto di autodeterminazione dei cittadini. «Non ho preclusioni verso un'eventuale fusione - ha detto - ma mi si deve dimostrare che comporta effettivamente dei vantaggi per la comunità che vanno al di là dei contributi, che certamente fanno gola a tutti, ma non possono essere la motivazione esclusiva che spinge verso una scelta di questo genere». Diverse, dunque, le perplessità registrate da entrambi gli amministratori. Da un lato Pomponi che sottolinea che il territorio di Montaione, a dispetto del numero contenuto di abitanti, si estende su un'area vasta e difficile da gestire, dall'altra Campinoti che non condivide lo scavalcamento dei cittadini e vorrebbe che spettasse a loro l'ultima parola sulla mappa dell'Empolese Valdelsa.
Sembra vacillare dunque il disegno che Brenda Barnini aveva tracciato sul finire dello scorso anno. Il sindaco di Empoli aveva infatti dichiarato che nel corso dei primi sei mesi del 2016 sarebbe stata tracciata la nuova cartina del circondario, «con le ipotesi di fusioni frutto delle relazioni naturali che esistono sul territorio. Da lì partirà il confronto».
Non resta che vedere quindi se sarà il Parlamento a cancellare le titubanze con un colpo di spugna. Se il Ddl venisse approvato, i Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti diventerebbero d'un colpo fuori legge e gli enti al di sotto di quella soglia dovrebbero procedere alla fusione obbligatoria. I Comuni che, a distanza di due anni dall'entrata in vigore della norma, non si saranno adeguati, saranno costretti a farlo tramite legge regionale e perderanno il diritto di gli incentivi previsti.
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