«La Regione va commissariata a causa dell’Opg»
I parlamentari di Sel denunciano la «palese violazione di legge e il silenzio delle istituzioni»
MONTELUPO. Sull'Opg di Montelupo «è in atto una palese violazione della legge nel silenzio delle istituzioni. Chiederemo in Parlamento, al ministro della Giustizia, il commissariamento della Regione Toscana, così da poter accelerare il più possibile i tempi e aiutare gli internati a ritrovare una loro dignità e una loro vita all'esterno».
Lo affermano le parlamentari di Sel-Sinistra italiana Marisa Nicchi e Alessia Petraglia e i consiglieri regionali di Sì Toscana a sinistra Paolo Sarti e Tommaso Fattori che ieri hanno effettuato un sopralluogo nell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo, accompagnati dai consiglieri comunali della sinistra dell'Empolese Valdelsa. «Da prima della classe, la Toscana si è ridotta a essere l'ultima in fatto di Opg - sottolineano in una nota - e lo ha fatto sulla base di una precisa scelta politica da parte della Regione Toscana. Dalla visita di oggi (ieri, ndr) abbiamo potuto ricavare l'indicazione chiara di un ritardo gravissimo e inaccettabile, dal momento che la Toscana ancora lontanissima dal chiudere, come richiesto dalla legge, il capitolo Opg».
Secondo gli esponenti della sinistra, «il governo, proprio in questi giorni si è detto intenzionato a commissariare le regioni inadempienti: lo invitiamo a far seguire alle parole i fatti, poiché è impensabile che Montelupo sia ancora la struttura con più internati d'Italia».
Allo stesso tempo, concludono, " necessario lavorare per il futuro della struttura di Montelupo, un futuro che deve essere deciso anche dai cittadini e che deve farne una realt dedicata ai reclusi più vicini al reinserimento, ponendo fine alla ghettizzazione e alla pena che non solo non rieduca, ma nemmeno cura il detenuto con problemi psichiatrici».
Nei giorni scorsi la struttura era stata visitata anche dal garante dei detenuti, Franco Corleone, che aveva spiegato che sono ancora 53 gli ospiti.Tra gli internati 23 sono i toscani dei quali la Regione, al momento della chiusura definitiva della struttura, dovrà farsi carico e ricollocare nella Rems (residenza sanitaria per l’esecuzione della misura di sicurezza) o nelle strutture intermedie secondo la valutazione della magistratura di sorveglianza: « Al primo aprile 2016 (giorno in cui nel 2015 è entrata in vigore la legge 81 che ne stabilisce la chiusura) - aveva sottolineato - si registra un anno di ritardo nella chiusura dell’Opg».
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