Gioco
Il contrattacco di Parrini «I truffati riavranno i soldi»
Il segretario Pd e la senatrice Cantini: «Strumentalizzati risparmiatori in buona fede Noi li abbiamo ascoltati e il fondo da 100 milioni era l’unica soluzione possibile»
EMPOLI. «Basta con le speculazioni politiche. Chi risulterà chiaramente vittima di vendite truffaldine di prodotti, sarà rimborsato». Il giorno dopo la clamorosa protesta sotto alla sede del Pd messa in atto dai risparmiatori di Banca Etruria, il deputato Dario Parrini convoca al stampa e va al contrattacco, insieme alla senatrice Laura Cantini.
Il segretario regionale del Partito democratico ripercorre la vicenda, rassicura chi è stato truffato. Spiega che «rispetto al nostro smarrimento iniziale per la disperazione di questa gente, ora siamo di fronte a una procedura per i rimborsi». Quegli striscioni contro lui e il suo partito, esibiti dai manifestanti nel cuore della città e accompagnati dallo slogan "Vergogna" rappresentano una ferita. Perché mai da queste parti si era assistito a una manifestazione di questo tipo. E anche perché tra quella gente scesa in piazza c'erano anche ex simpatizzanti democratici delusi, che ora assicurano che non voteranno più Pd.
Ma questa "fotografia" non va giù a Parrini: «A capo della protesta c'era Manuela Landi, consigliere comunale di Forza Italia a Vinci, che sta cavalcando una vicenda per interessi di partito. Siamo pronti al dialogo, ma nel rispetto della verità. Invece in questo caso si è costruita la propaganda su una bugia: quella che il Pd è colluso con le banche e che è nostra la responsabilità dell'accaduto. Conosco delle persone che hanno partecipato alla manifestazione e la maggior parte ha agito in buona fede e sono vittime di una speculazione politica. Detto questo, chi ha perso soldi sta vivendo un dramma, che è ancora più grande se quelli erano i risparmi di una vita. Anche perché i soldi si mettono in banca con la convinzione che siano al sicuro».
Il deputato puntualizza di non aver incontrato i manifestanti, nella mattinata di giovedì, perché era ancora a Roma. E poi entra nel merito: «Il fondo di solidarietà da 100 milioni di euro inserito nella legge di stabilità è una soluzione adeguata al problema, ed è anche l'unica normativamente possibile. Il decreto salva-banche ha tutelato un milione di correntisti di Banca Etruria, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e della Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, oltre a 7.000 posti di lavoro e migliaia di affidamenti. Di fronte a una situazione del genere, l'azzeramento delle obbligazioni subordinate e delle azioni era inevitabile: c'è una norma europea, del 2013, inderogabile, che vieta l'utilizzo di soldi pubblici. Ecco che il fondo per chi è stato truffato è, di fatto, l'unico mezzo per fronteggiare la situazione».
Il budget attualmente è di 100 milioni di euro. Ma secondo Parrini potrebbe anche essere integrato, attraverso varie strade: «I quattro nuovi istituti bancari nati grazie al finanziamento del sistema bancario saranno venduti, così come i crediti deteriorati delle "bad bank". Dopo queste operazioni avanzeranno presumibilmente dei soldi, che potranno confluire nel fondo. Così come quelli che potrebbero arrivare dalle cause intentate dalle vecchie banche nei confronti di ex amministratori e dirigenti».
Quindi Parrini sottolinea che «l'arbitrato è una garanzia per i risparmiatori, perché permetterà di valutare le singoli situazioni. E inoltre, per ognuno di loro, c'è la strada giudiziaria, con le associazioni di categoria che si stanno muovendo in questa direzione». L'arbitrato sarà gratuito. La camera arbitrale che si dovrà occupare dei ricorsi - almeno secondo quanto è emerso finora - sarà formata da 12 collegi costituiti da un presidente, che dovrà essere un magistrato, e 4 membri scelti preferibilmente fra chi abbia già esperienza negli analoghi organi della Banca d'Italia e della Consob. Le candidature - se saranno confermate le anticipazioni uscite in questi giorni - si potranno avanzare all'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento.
E saranno i risparmiatori più anziani e quelli che hanno subito le perdite maggiori ad essere rimborsati per primi. Ora resta però da capire la tempistica dei rimborsi. Al momento ci sono due strade aperte. La prima è quella dell'emanazione del regolamento d’uso del fondo da parte del Ministero dell'economia e della Presidenza del consiglio; in questo caso si tratterebbe di un atto amministrativo e come tale potrebbe dare il via a una bagarre di ricorsi e controricorsi, che potrebbe minare la celerità dell'erogazione. L'alternativa è di natura politica: un decreto legge, che come tale entrerebbe immediatamente in vigore. «Se sarà scelta la strada del decreto, potrebbe arrivare già la prossima settimana. Se si opterà per il regolamento, sarà pubblicato comunque non oltre il mese di marzo».
La senatrice Cantini sottolinea gli sforzi fatti: «Abbiamo sempre ascoltato questa gente, fin da subito per capire quali margini di manovra avevamo. Ed è stato proprio grazie ai confronti sul territorio che siamo arrivati a una soluzione. Ovviamente non saranno risarciti coloro che hanno fatto - seppur legittimamente - delle speculazioni. Ma chi è stato truffato sì ed la prima volta che si arriva a un provvedimento di questo genere. Il messaggio che invio alla "piazza di venerdì scorso" è questo: coloro che sono stati raggirati, riavranno i loro soldi attraverso l'arbitrato. E se il fondo non sarà sufficiente - come ha ribadito più volte lo stesso presidente del consiglio Matteo Renzi - sarà integrato, i soldi si troveranno».
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