La manifestazione
Il popolo del Pd contro il Pd
Contestazione alla sede del Democratici e al Comune. Lo slogan: “Vergogna”
EMPOLI. Il popolo del Pd contro il Pd. Mattinata di contestazione sotto la sede di via Fabiani coi risparmiatori truffati da Banca Etruria. Tra loro tanti (a questo punto ormai ex) simpatizzanti del partito che si sono riuniti gridando slogan contro Renzi e il ministro Boschi. “Vergogna”, “Non votate più il Pd”, questi alcuni degli slogan gridati da una cinquantina di persone, in gran parte pensionati, che hanno rimandato al mittente l'accusa di essere degli “speculatori” e degli “incauti investitori”. Una protesta anomala in una città dove il partito è ancora forte. Con una profonda fede renziana e che è stato messo in discussione indirettamente solo sull’affare stadio (in quel caso la polemica colpì principalmente il sindaco). Ma che ieri mattina è apparso come un monolite in via di sgretolamento.
La protesta è iniziata alle dieci del mattino, come da programma: tanti gli striscioni, tra cui “In terra rossa vi siete scavati la fossa”, oppure “Pd colluso con le banche”, senza dimenticare la chiamata in causa del deputato e segretario Dario Parrini, tramite lo striscione “Parrini stiamo aspettando la tua telefonata”. Una protesta variopinta e accesa, sia sotto la sede del Pd che poi davanti al Comune: «Non vogliamo le elemosina di nessuno - urlano i presenti - né gli aiuti umanitari, non siamo profughi. Rivogliamo soltanto i nostri soldi, fino all'ultimo. Essere danneggiati da un governo di sinistra è una vergogna immensa, se ci fossero entrati in casa avremmo potuto denunciare qualcuno, qui no! E' incredibile che un partito che nasce dal Pci tolga i soldi ai poveri per darli alle banche. Se fosse ancora vivo Berlinguer non lo permetterebbe». Frasi forti, che rappresentano un malcontento galoppante: «In banca ci dicevano di stare tranquilli - racconta Manuela Landi, una delle coordinatrici della protesta - e di non ritirare i soldi. Poi - una volta saputo del decreto salva banche - sono andata a chiedere in filiale e mi hanno confermato che le mie obbligazioni non valevano più nulla. E come me tanti altri. Andremo avanti a qualsiasi costo, è una questione di principio. Noi saremo la loro spina nel fianco». Accanto a lei c'è Roberta Gaini, che ha perso quasi 100.000 euro: «Guardateci in faccia, vi sembriamo speculatori? Il nostro unico errore è stato quello di fidarci e ora siamo qua a protestare ma per quanto potremo andare avanti? Loro ci vogliono prendere per sfinimento ma non dobbiamo mollare perchè siamo sulla stessa barca. Oggi è toccato a me, domani può capitare a te».
Il gruppo si è poi diretto verso il municipio, dove è stato chiesto al sindaco Brenda Barnini o a qualche rappresentante della giunta di scendere in strada a parlare coi manifestanti. Qui l'agitazione - seppur nei limiti - è cresciuta e sono comparse le trombette ad animare la mattinata; davanti al palazzo comunale sono stati stesi gli striscioni prima esposti alla sede del Pd e qualche manifestante si è aggiunto. Dal municipio, tuttavia, non è uscito nessuno e i manifestanti si sono dispersi poco dopo in piazza della Vittoria.
A margine rimane che fra i tanti manifestanti in parecchi hanno ammesso di aver votato il Pd ma che - d'ora in poi - non lo faranno più. Qualcun'altro ha ironizzato amaramente che farà campagna elettorale al contrario e in modo gratuito per il Pd”, a significare che si è spezzato un vincolo di fiducia. E che hanno detto di sentirsi sostenuti , al momento, solo dal Movimento Cinque stelle.
E infatti i risparmiatori saranno domani a Firenze, alla manifestazione dei Cinque Stelle, segno appunto che tanti voti stanno passando dal Pd ad altre forze politiche, in primis i grillini. Un popolo questo che si sta ribellando ad un partito che in questa zona sembrava al riparo da abbandoni e tentennamenti verso altre forze politiche ma che - evidentemente - non lo è più.
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