EMPOLI. Limitare l’accensione di fuochi, diminuire l’uso di legna in caminetti e stufe, prediligere l’utilizzo di mezzi pubblici o non inquinanti e gli spostamenti a piedi. Per ora siamo nel campo delle buone pratiche (che comunque sarebbe meglio seguire sempre), dei consigli rivolti ai cittadini dal sindaco Brenda Barnini. Ma all’orizzonte - se non ci saranno miglioramenti - ci sono divieti e imposizioni per contrastare lo smog. Che per Empoli (ma anche Castelfiorentino, Fucecchio e Vinci), viene misurato dalla centralina Arpat posizionata a Santa Croce sull’Arno - distante tredici chilometri in linea d’aria - che dall’inizio del 2016 ha già registrato ben nove sforamenti del limite di Pm10 (fissato a 50 microgrammi per metro cubo d’aria). E allora - al di là delle contraddizioni e delle perplessità - bisogna iniziare a correre ai ripari, magari con la speranza che nel frattempo anche il meteo dia una mano (sotto forma di pioggia). Entro giugno sarà messo a punto il Pac (piano di azione comunale), dove saranno inserite una serie di iniziative di prevenzione (incentivazione dell’utilizzo delle bici) e informazione (a cominciare dalle scuole). Ma intanto il sindaco Barnini ricorda quali sono i comportamenti virtuosi che possono contribuire a limitare le emissioni. «I dati - si legge in un comunicato stampa - confermano che l'abbruciamento della legna e l'utilizzo dei mezzi a motore costituiscono la causa principale delle emissioni di Pm10. Per questo sarà avviata una strategia per abbassare il livello delle polveri sottili».
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A dicembre 2015 la Regione ha aggiornato di recente l'elenco dei Comuni definiti "critici", vale a dire che manifestano fenomeni di superamento delle soglie tollerabili degli inquinanti (in precedenza veniva assegnata la criticità ai soli comuni nei quali risiedeva una centralina di monitoraggio della qualità dell'aria che registrava superamenti). Empoli, che non ha più una sua centralina ormai da 5 anni, è stato inserito all’interno dell’area del comprensorio del Cuoio, insieme ad altri quindici comuni (in buona parte pisani). La stazione di riferimento è quella alla Coop di Santa Croce sull'Arno, che «in base ad uno studio effettuato e condiviso da Regione, Arpat e Lamma, risulta essere rappresentativa per le nostre zone, seppure si trovi distante dal nostro territorio».
Nel solo mese di gennaio 2016 la centralina ha rilevato 9 superamenti dei livelli di concentrazione delle polveri sottili in atmosfera. E l'amministrazione comunale, su suggerimento della stessa Regione, «ha individuato alcuni interventi contingibili da mettere in pratica qualora alla centralina di Santa Croce sull'Arno si riscontrasse il quindicesimo superamento del valore limite di Pm 10. Fra questi interventi potrebbe scattare un'ordinanza di divieto di combustione di materiale di origine vegetale». E, in casi estremi, si potrebbe arrivare anche alla circolazione con targhe alterne, o almeno alle domeniche senza auto.
Intanto da Barnini arriva l'invito a fare uno sforzo collettivo per ridurre le emissioni di materiale particolato per cercare di evitare ulteriori sforamenti e quindi la necessità di prendere provvedimenti urgenti. Questi i consigli: limitare il più possibile l'accensione di fuochi all'aperto per la combustione di qualunque materiale di origine vegetale quali ad esempio: sfalci e potature; limitare l'uso di legna in caminetti/stufe, a meno che questa non sia l'unica fonte di riscaldamento per l'abitazione oppure gli stessi non siano dotati di filtro anti-particolato; prediligere l'utilizzo di mezzi di trasporto pubblico o non inquinanti, come la bici, e gli spostamenti a piedi.
I MOTIVI DEI CONTROLLI A DISTANZA
Complessivamente ora sono 36 le stazioni di rilevamento dislocate in Toscana. Ma a Empoli non c’è più. Fu rimossa (insieme a quella di via Asia a Montelupo) cinque anni fa nell’ambito di una riorganizzazione della rete.
Una decisione motivata dall’allora Provincia di Firenze - su suggerimento della Regione - dal fatto che lo strumento posizionato in via Ridolfi «era collocato in un punto fortemente trafficato - spiegò l’assessore comunale Niccolò Balducci - e dunque non attendibile per le nuove disposizioni. I limiti in zone come quelle si superano facilmente e si creano allarmismi inutili nella cittadinanza».
Da allora Empoli, città di 48.000 abitanti, con alcune arterie quotidianamente congestionate, è stata inserita nell’agglomerato “Valdarno Pisano e Piana lucchese”, che conta cinque centraline. E una di queste è proprio quella di Santa Croce sull’Arno, che “copre” anche Bientina, Casciana Terme Lari, Cascina, Castelfiorentino, Castelfranco di Sotto, Crespina Lorenzana, Fauglia, Fucecchio, Montopoli Valdarno, Ponsacco, Pontedera, Santa Croce sull'Arno, Santa Maria a Monte, San Miniato, Vinci.
L’Agenzia regionale per la protezione ambientale spiega che «uno dei vantaggi introdotti dal nuovo sistema consiste nella possibilità di svincolare la valutazione della qualità dell'aria dal rigido sistema dei confini amministrativi delle province a favore di un sistema fondato sulla ripartizione del territorio in zone omogenee dal punto di vista delle fonti di inquinamento, delle caratteristiche orografiche e meteo-climatiche e del grado di urbanizzazione. Il numero e il posizionamento delle stazioni di monitoraggio nelle singole zone dipende dalla popolazione residente e dallo storico delle misure effettuate nella zona, nonchè dai criteri di classificazione con riferimento al tipo di area (urbana, periferica, rurale) e all'emissione dominante (traffico, fondo, industria)».
La centralina in zona Coop ha registrato 9 sforamenti di Pm10 (dopo i 10 rilevati tra il 17 novembre e il 17 dicembre 2015), a partire dal 1º gennaio 2016, concentrati soprattutto nel periodo tra il 20 e il 26, con la situazione che è andata leggermente migliorando negli ultimi giorni del mese.