Il Tirreno

Empoli

In viaggio nei luoghi del cuore si perde, “adottata” dalla Polfer

di Lucia Aterini
In viaggio nei luoghi del cuore si perde, “adottata” dalla Polfer

Protagonista un’anziana che voleva raggiungere Genova, la città del marito scomparso Soccorsa da un capotreno, è rimasta con gli agenti per molte ore in attesa del figlio

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EMPOLI. L'altra mattina si è svegliata e vestita. Poi si è preparata per un viaggio molto particolare, fuori dalle sue rotte abitudinarie. Prima di chiudere la porta di casa, da un cassetto ha preso un pacchetto di foto della sua famiglia. Arrivata alla stazione, è salita su un treno diretto a Genova. Ma da Monte San Savino fino alla destinazione che aveva scelto, il percorso è lungo e difficile con cambi e coincidenze. Troppo, per lei, un’elegante signora di 78 anni che alla stazione di Empoli è stata notata da un capotreno. «Era disorientata, non sapeva di preciso se e quando dove scendere. Come se avesse perso la cognizione dei luoghi in cui si trovava», spiegherà dopo il ferroviere. Che ha chiamato la Polfer. Gli agenti sono intervenuti e l'hanno portata negli uffici. Qui hanno scoperto come si era dipanata una storia d’amore tra Monte San Savino e Genova. A ritroso nel tempo perché la signora aveva deciso di partire per tornare nei luoghi d’origine del marito e dove aveva vissuto con lui momenti felici. Un viaggio che lei considerava come “l’ultimo” prima di morire. E che ha avuto una sosta non programmata alla stazione di Empoli dove l’anziana è rimasta per molte ore in attesa che il figlio venisse a prenderla.

Dalle mattina fino a dopo pranzo, il comandante Giovanni Augello e i suoi collaboratori hanno ascoltato il racconto, toccante e delicato, dell’anziana. Disorientata sì ma lucida nell’intenzione di raggiungere i luoghi del suo cuore. E con il desiderio di rivedere là l’uomo amato una vita. E, purtroppo, scomparso quindici anni fa.

Per gli agenti empolesi è stato come aver compiuto un’adozione per un giorno. Il capotreno ha fatto la segnalazione su un treno diretto a Santa Maria Novella prima delle nove. Da qui l’intervento degli agenti che sono saliti sul treno, hanno parlato con l’anziana e hanno capito che da sola non sarebbe mai arrivata a Genova.

Così l’hanno accompagnata nell’ufficio del comandante che ha ricostruito l’avventura di cui si era resa protagonista. Perfettamente autosufficiente e curata nell’abbigliamento, la donna, un’ ex impiegata, aveva deciso di partire la mattina stessa senza avvertire i familiari. Poi, però, non si era resa più conto dove doveva scendere. Il comandante ha rintracciato il figlio che è subito partito per Empoli. Intanto nell’attesa, gli agenti si sono presi cura di lei. L’hanno portata a fare colazione e poi l’hanno fatta accomodare negli uffici. La signora, a quel punto, ha ritrovato sicurezza e tranquillità. E ha spiegato il motivo per cui era diretta a Genova. «Volevo rivedere dove era nato mio marito e dove abbiamo vissuto insieme», ha raccontato. E poi ha aperto la sua borsetta tirando fuori un pacchetto di vecchie foto. Quasi tutte in bianco e nero che aveva preso per “il viaggio”. E che teneva in mano come fossero delle reliquie. Aveva portato con sé la sua vita, in sostanza. Da quando era bambina, con il padre e la madre. Fino al fidanzamento e al matrimonio con l’uomo che pensava di poter riabbracciare virtualmente in un luogo che tanto tempo prima era stato di felicità e di amore.

Le ore sono passate. E così anche il lavoro degli agenti è variato. Dal sostegno all’anziana, negli uffici gli agenti si sono divisi tra servizi da fare, terminali da controllare. E ladri patentati da denunciare. La signora ha vissuto il lavoro con molto interesse e partecipazione. Quasi rapita da tutto quello che si svolgeva intorno a lei. E, alla fine, ha commentato conironia: «Quasi, quasi verrei anche io a darvi una mano come volontaria».

Alla signora è stato offerto anche il pranzo e poco dopo è arrivato il figlio. «Mamma ma cosa hai fatto?» le ha chiesto con tono di rimprovero. Che, però, è stato subito mitigato dal sollievo nel vederla sorridente e in buone condizioni. Nel primo pomeriggio hanno lasciato l’ufficio della Polfer con la promessa del figlio di accompagnarla nei prossimi giorni a Genova per completare il suo viaggio del cuore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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