Il dolore
Sulla condanna bloccata interviene il governo
All’inaugurazione di Stabbia, Lotti ha promesso che porterà al ministro Orlando il caso dell’ex sergente ritenuto responsabile dell’Eccidio del Padule e ancora in libertà
CERRETO GUIDI. «Prenderemo questa richiesta in seria considerazione parlandone anche direttamente col ministro della giustizia Andrea Orlando». Poche parole ma significative quelle del sottosegretario alla presidenza del consiglio Luca Lotti, a margine della cerimonia che si è tenuta ieri mattina al giardino della meditazione di Stabbia per inaugurare il percorso espositivo realizzato dagli studenti di Cerreto all’interno del giardino dedicato all’ex sindaco Livio Lensi. A Lotti è stato chiesto – visto che l’ultimo dei condannati ancora in vita per l’Eccidio del Padule è in Germania e non in carcere – se da parte del governo esiste la volontà di chiedere l’attuazione della sentenza, che va ricordato è di ergastolo. Il sergente Johann Robert Riss, insieme al capitano Ernst Pistor e al maresciallo Fritz Jauss, è stato condannato nel 2011 dal tribunale militare di Roma all’ergastolo, una pena che nessuno dei tre ha scontato. Riss è l’unico ancora in vita (ha 93 anni) e il tribunale tedesco di Kempten, in Baviera, ha rifiutato di dare attuazione alla sentenza italiana, sostenendo che l'apparato accusatorio italiano non aveva comprovato il coinvolgimento di Riss nell'aver ordinato la rappresaglia all'interno del Padule, che costò 175 morti fra donne, bambini, anziani, alcuni uccisi in modo veramente atroce.
Le parole di Lotti a margine della cerimonia possono quantomeno far sperare che la questione venga esaminata ai “piani alti” dell’esecutivo. La cerimonia, però, era nata per un altro motivo: il progetto “I luoghi dell’Eccidio - Per una memoria condivisa” è stato realizzato dal Comune di Cerreto Guidi in collaborazione con l’ambasciata della repubblica federale fedesca, all’interno del cosiddetto “Remembrance Path”, elaborato per ricordare e condividere la memoria delle persone vittime del secondo conflitto mondiale,tra cui quelle dell’Eccidio del Padule di Fucecchio, avvenuto il 23 agosto 1944.
A fare gli onori di casa il sindaco Simona Rossetti: «Il nostro ex sindaco Lensi aveva voluto un luogo del genere, che servisse per ricordare e meditare su quanto accaduto: la conoscenza di quei fatti è fondamentale per il nostro futuro, così come onorare quelle sfortunate vittime». Poi Rossetti ha passato il microfono a Stefan Schneider, capo dell’ufficio cultura dell’ambasciata tedesca:« Noi non possiamo chiudere i conti con il passato. Farlo significherebbe buttare via quello che abbiamo dolorosamente imparato. Dal vivo ricordo del nostro passato - ha concluso- dobbiamo imparare che la pace non va mai data per scontata». Lotti, infine, si è rivolto ai ragazzi presenti (4 classi medie della “L.da Vinci”di Cerreto e tre classi primarie della “C. Collodi” di Stabbia):«Spetta a voi tramandare quanto accaduto. Ricordatevi di non dimenticare, perché ci sarà sempre qualcuno che vi dirà che si tratta di un ricordo lontano e che non potrà più ricapitare. E invece cose del genere accadono ancora, sebbene non così vicino a noi come nel caso dell’Eccidio del Padule di Fucecchio». Sono stati poi i ragazzi, dopo la benedizione di don Tommaso Botti, a leggere e illustrare i pannelli del percorso espositivo. In tutto sono dodici (di questi uno all'inizio del percorso denominato "Vincio Vecchio", che conduce al giardino, e un altro in piazza XXIII Agosto a Stabbia) e i rimanenti dieci all’interno del Giardino della Meditazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
