Il Tirreno

Empoli

sanità

Empoli rischia di perdere un reparto d’eccellenza, chirurgia senologica verso Sesto

Marco Pagli
Da sinistra Rossano Rossi (Cgil), il primario Claudio Caponi e Paolo Prosperi (Rsu Cgil)
◗
Da sinistra Rossano Rossi (Cgil), il primario Claudio Caponi e Paolo Prosperi (Rsu Cgil)

La struttura guidata dal dottor Claudio Caponi potrebbe traslocare nel nuovo centro regionale. L’allarme dei sindacati: «In pericolo anche altri settori, siamo di fronte a uno smantellamento»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Il reparto di chirurgia senologica di Empoli potrebbe essere ad un passo dalla chiusura. Un trasferimento con destinazione Sesto Fiorentino, nella nuova struttura di Villa Ragionieri acquistata pochi giorni fa dalla Regione per aprirci un centro per la salute della donna.

L’operazione, a cui secondo fonti interne mancherebbe solo l’ufficializzazione, rientra nel piano di riorganizzazione del servizio sanitario regionale. Il reparto diretto dal dottor Claudio Caponi rappresenta un’eccellenza, riconosciuta da tutti, del polo ospedaliero empolese. Ogni anno nella struttura ospitata all’interno del San Giuseppe vengono effettuati circa 200 interventi di chirurgia mammaria dei tumori e decine e decine di interventi di ricostruzione. A questi, inoltre, sono affiancati tutta una serie di servizi che accompagnano la donna in questo difficile percorso, dallo screening fino all’assistenza psicologica post-intervento.
 
[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.12873258:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2016/01/01/news/deve-fare-la-mammografia-a-empoli-appuntamento-tra-due-anni-1.12873258]]
 
Il reparto di chirurgia senologica, peraltro, negli anni ha visto un forte potenziamento sia attraverso l’acquisto di macchinari all’avanguardia sia grazie alle donazioni che associazioni e privati hanno effettuato. L’ultima in ordine di tempo è la campagna “Basta 1 euro”, promossa dal Centro Donna (una struttura interna dove si concentrano le attività sanitarie rivolte alle donne per la prevenzione, diagnosi e terapia delle patologie oncologiche) e da Astro (Associazione per il sostegno terapeutico e riabilitativo in oncologia) per l’aggiornamento software dell’apparecchio Intrabeam, dedicato alla radioterapia intraoperatoria nel trattamento delle neoplasie mammarie. Sono già stati raccolti 45mila euro dei 120mila necessari.
«Siamo molto preoccupati per questa situazione – spiega Paolo Prosperi, della rsu Cgil all’interno dell’Asl 11 – dalle notizie che abbiamo il trasferimento dovrebbe avvenire di qui a qualche mese, ma ancora nessuno ci ha informato ufficialmente dell’operazione. Le indicazioni che ci arrivano, peraltro, fanno pensare che la chirurgia senologica non sarà l’unica ad essere portata via da Empoli. Ad essere trasferite potrebbero essere anche altri settori legati alla cura dei tumori femminili e non solo. Noi non contestiamo la razionalizzazione delle spese e l’accorpamento dei centri decisionali che sono stati avviati con la riforma sanitaria regionale. Tuttavia, se per razionalizzazione si intende chiudere i reparti e depotenziare l’offerta dei territori la storia cambia. Vorremmo sapere come intendono garantire i livelli assistenziali per i cittadini dell’Empolese Valdelsa e del Valdarno e come saranno gestiti i disagi che una scelta di questo tipo provocherà».
 
Come detto, ancora la notizia non è stata ufficializzata, ma tutto fa pensare che l’operazione sia legata a doppio filo con l’investimento che la Regione ha fatto per l’acquisto della struttura di Villa Ragionieri a Sesto Fiorentino. Pochi giorni fa è stato lo stesso assessore regionale alla Salute, Stefania Saccardi, ad annunciare la conclusione della trattativa per un importo di 60 milioni di euro. Nata come struttura sanitaria privata per mano del gruppo Ligresti, Villa Ragionieri è stata in seguito acquisita da Unipol e adesso è passata in mano pubblica. L’obiettivo dichiarato della Regione è quello di creare in questo luogo un “Centro per la salute della donna”, un centro oncologico altamente specializzato nella cura dei tumori femminili con l’ambizione di diventare un punto strategico a livello nazionale. Attualmente il “Centro oncologico fiorentino” di Sesto dispone di 160 posti letto per 118 posti di lavoro. «Si tratta dell’ennesima riprova dello smantellamento del servizio sanitario sul territorio – tuona Rossano Rossi, segretario della Camera del Lavoro di Empoli – una decisione di questo tipo non c’entra niente con la razionalizzazione delle spese. Qui stiamo parlando di persone che hanno bisogno di cure assistenziali e di un servizio continuo. Questa situazione è il frutto della subalternità con la quale le amministrazioni regionali e locali hanno accettato i tagli imposti dal governo. E le conseguenze le pagano i cittadini».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web