Il Tirreno

Empoli

Tre gemelle per la coppia gay: la storia d'amore di Simone e Roberto

Francesco Turchi
Da sinistra Veronica, Roberto, Simone e Kelly (foto http://it.dplay.com)
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Da sinistra Veronica, Roberto, Simone e Kelly (foto http://it.dplay.com)

Simone Michelucci di Limite sull'Arno e il suo compagno raccontano la loro storia: "La famiglia è dove c'è amore". Il parroco durante il battesimo: "Siamo di fronte a un amore puro, sincero. E io non voglio avere paura. E anche la Chiesa vorrei non avesse paura"

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LIMITE SULL'ARNO. La realtà ha superato i loro sogni. Simone e Roberto sono diventati padri di tre splendide bambine, grazie alla “surrogazione di maternità”. Simone Michelucci, 31 anni, di Limite sull’Arno, era volato a Toronto, in Canada, per ricorrere a quello che comunemente viene definito “utero in affitto”. Ed è tornato, insieme al suo compagno, con tre gemelle: Viola, Melissa e Sofia, nate nell’ottobre 2013. La loro storia ha conquistato il palcoscenico nazionale – in piena bagarre sul ddl Cirinnà, caratterizzato dallo scontro su unioni civili e Stepchild adoption – grazie a un servizio andato in onda su Real Time, durante il programma “Di fatto, famiglie”.

Le telecamere hanno accompagnato l’intera giornata dedicata al battesimo delle piccole, avvenuto nella chiesa di San Sebastiano a Roma. Simone, che da alcuni anni si è trasferito a Roma per motivi di lavoro, e il suo compagno Roberto hanno festeggiato insieme ai familiari e a due “ospiti” speciali: Veronica, la donatrice dell’ovulo, e Kelly, la “portatrice”. Con la “surrogazione di maternità”, infatti, si sceglie di impiantare un embrione, ottenuto dal seme del padre e dall'ovulo di una donatrice, nell'utero di una terza donna. Se donatrice e portatrice fossero la stessa persona questa sarebbe la madre, che legalmente in qualsiasi parte del mondo potrebbe rivendicare la maternità, e proprio per questo si sceglie una portatrice estranea.

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Simone e Roberto Guiducci stanno insieme da 9 anni: "Per me - ha detto Michelucci - la famiglia è dove c'è amore". Una storia ripercorsa attraverso un video, che loro stessi hanno realizzato, e che è stato proiettato durante il banchetto del battesimo. Il rito è stato celebrato da don Federico: “Oggi – ha detto il sacerdote – noi celebriamo l’amore. E, è inutile nasconderlo, lo facciamo in una maniera nuova, inaspettata. Siamo di fronte a un amore puro, sincero. E io non voglio avere paura. E anche la Chiesa vorrei non avesse paura”. Commossa Patrizia, la mamma di Simone: “Non credevo di trovare un sacerdote aperto in questo modo, anzi pensavo che non fosse neanche possibile battezzare le bambine”.

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