Toscana
Macchinari e documenti inediti di Ridolfi una mostra per scoprire il “padre” dell’agraria
CASTELFIORENTINO. Non solo insegnante di agraria, ma anche imprenditore lungimirante. E' stata inaugurata ieri al Ridotto del Teatro del Popolo la mostra su Cosimo Ridolfi, uno dei maggiori...
CASTELFIORENTINO. Non solo insegnante di agraria, ma anche imprenditore lungimirante. E' stata inaugurata ieri al Ridotto del Teatro del Popolo la mostra su Cosimo Ridolfi, uno dei maggiori protagonisti dell'Italia dell'800, fondatore tra l'altro della prima scuola agraria in Italia all'interno della sua Villa di Meleto, ed inoltre primo titolare di una cattedra universitaria di "agricoltura e pastorizia" embrione della facoltà di agraria di Pisa (la prima nel mondo). Organizzata dal Comune di Castelfiorentino (con la compartecipazione del Consiglio regionale della Toscana), la mostra presenta per la prima volta un'ampia rassegna di documenti inediti provenienti dall'archivio Cosimo Ridolfi di Meleto, che sono stati consultati grazie alla liberalità e alla disponibilità dei proprietari della Villa, Fabrizio Ghelli e sua moglie, Charlotte Tacke. Attraverso la lettura di queste carte, è possibile cogliere lo spirito e le idee che indussero Cosimo Ridolfi a realizzare questa scuola, fondata sul progetto vincente di un connubio virtuoso tra la formazione e la sperimentazione, ma anche ammirare molte delle macchine e degli strumenti agrari da lui stessi progettati.
Fra le novità della mostra, ricordata dal sindaco Falorni, la scelta operata da Cosimo Ridolfi nel lontano 1857 di affiancare la "fabbrica di strumenti rustici" funzionante a Meleto da decenni con un punto-vendita che Ridolfi aprì nel centro di Castelfiorentino, e precisamente in Piazza Cavour, affidandone la gestione a Benedetto Ciapetti, bisnonno di Giovanni Ciapetti attuale titolare della "Ciapetti Lorenzo e figlio". Un'azienda che si trova, attualmente, nella zona industriale di Pesciola e quindi può essere considerata come la più antica di Castelfiorentino ancora in attività. E' stato lo stesso Giovanni Ciapetti a "certificare" questo collegamento con il suo bisnonno mettendo a disposizione del Comune diversi documenti dell'epoca. La scelta di Ridolfi (che nel 1842 divenne presidente dell’Accademia dei Georgofili) fu quella di un imprenditore lungimirante. Da pochi anni era stata infatti aperta la linea ferroviaria Empoli-Siena (inaugurata nel 1849) quale diramazione della ferrovia Leopolda, e si aprivano pertanto prospettive di sviluppo commerciale impensabili fino a quel momento. Da notare, peraltro, che proprio la via della Stazione di Castelfiorentino porta il nome di Cosimo Ridolfi: e, forse, non si tratta di una casualità.
«Cosimo Ridolfi - sottolinea il sindaco, Alessio Falorni - è un patrimonio per tutto l'Empolese Valdelsa e siamo orgogliosi di aver promosso questa mostra che lo ricordi e soprattutto ne evidenzi il valore, non solo come agronomo ma anche come imprenditore. Una figura che si ricollega idealmente al nuovo indirizzo Tecnico Agrario recentemente attivato all'Istituto Enriques». La mostra sarà aperta fino al 28 febbraio con il seguente orario: martedì e venerdì 21-23, giovedì 17-19 e 21-23, sabato 9-12/16-19 e 21-23, domenica e festivi 17.30-19 e 21.00-23.00.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
