Sicurezza
Soccorsi più veloci? Il 112 vale solo per Pistoia
Nell’Empolese Valdelsa non ci sarà la sperimentazione del numero unico europeo La centrale del 118 è unica ma per la nostra provincia niente geolocalizzazione
di Marco Pagli
EMPOLI
La provincia di Pistoia entro la fine di marzo prossimo avrà il numero unico di emergenza 112. Una sperimentazione che permetterà di avere un servizio integrato tra tutte le centrali operative dell’emergenza (polizia, carabinieri, vigili del fuoco e 118). In caso di emergenza, insomma, basterà digitare 112 e si potrà usufruire di un servizio più veloce e più preciso. Tuttavia, nonostante la creazione della centrale unica del 118 tra Pistoia ed Empoli nel maggio scorso, la novità non riguarderà l’Empolese Valdelsa. Per i 170mila cittadini del circondario niente integrazione, niente scheda contatto automatica, niente geolocalizzazione per le chiamate da cellulare. Misteri della burocrazia italica, incapace di uniformare scelte intraprese a livello regionale (l’accorpamento delle centrali 118 di Empoli e Pistoia) con quelle prese a livello nazionale (l’assegnazione a Pistoia della sperimentazione arriva dal ministero dell’Interno). E che inevitabilmente alimenta la sensazione di avere cittadini di serie A e cittadini di serie B. Anche perché sulla centrale unica del 118 è stato fatto in questi giorni un investimento da 176mila euro per adeguare le strumentazioni tecniche ai nuovi standard (l’Estar ha indetto una procedura negoziata con Telecom), ma potranno essere utilizzate solo per una parte delle chiamate che arriveranno, cioè solo per quelle provenienti dalla provincia di Pistoia. La disparità rimarrà “in vigore” fino a quando la disposizione non diventerà strutturale per tutto il territorio nazionale. Il che sarebbe già dovuto avvenire, visto che il numero unico per le emergenze è obbligatorio per tutti i paesi dell’Unione europea e l’Italia è l’unica a non essersi ancora adeguata. Ma, nonostante la sperimentazione su Pistoia (insieme ad altre 28 province italiane, tra cui anche Prato, Arezzo e Grosseto) sia prevista nei decreti attuativi alla riforma della pubblica amministrazione, un termine preciso entro il quale il servizio sarà attivo ovunque ancora non c’è.
Ma entriamo nel dettaglio. Il cosiddetto Nue 112 è il numero per tutte le emergenze, che andrà a sostituire seppure non da subito tutti gli altri (113, 115 e 118). Nella fase sperimentale, verrà creata una centrale operativa unica coordinata a livello prefettizio. A rispondere sarà un operatore dalla centrale dei carabinieri o da quella della polizia, in base alle possibilità. Al momento della chiamata, nel giro di 7 secondi viene individuato il numero del chiamante. Quindi, attraverso la geolocalizzazione si potrà vedere il punto esatto da cui viene effettuata la chiamata. Ciò finora era possibile solo in caso di telefonate da un numero fisso, mentre con l’adeguamento tecnico nelle province in fase di sperimentazione potrà avvenire anche per quelle da cellulare. Al momento della ricezione, infatti, l’operatore visualizzerà una scheda - denominata “scheda contatto” - che conterrà il numero di chi chiama e i dati di localizzazione. L’operatore, quindi, dovrà compilare il campo sulla natura dell’evento. A quel punto girerà la chiamata (e contestualmente la scheda contatto con tutte le informazioni del caso) agli enti di soccorso competenti, siano essi le forze dell’ordine, i vigili del fuoco o i sanitari. Grazie ad un collegamento con la sala operativa di Roma, inoltre, sarà possibile attivare una multiconferenza con interpreti nel caso in cui a chiamare sia un cittadino straniero. Il servizio, dunque, sarà più preciso. Ma anche più veloce, dal momento che il numero unico per le emergenze integrato permetterà alle varie centrali degli enti del soccorso di ricevere solo segnalazioni appropriate. Il filtro, infatti, sarà effettuato alla fonte.
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