Il Tirreno

Empoli

Antica fornace da salvare l’appello di un’associazione

di Giacomo Bertelli
Antica fornace da salvare l’appello di un’associazione

Il vecchio impianto per i mattoni è legato al nome dell’artista Alberto Cavallini Il presidente Pasquetti: «Ci rivolgiamo a privati e artisti per recuperare questo tesoro»

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CERTALDO. Recuperare una delle ultimi fornaci del 1700 che sta cedendo all'avanzare del tempo e poter proseguire così il grande sogno cominciato dall'associazione Caba di Sticciano, nata per onorare l'insegnante e ceramista Alberto Cavallini. A illustrare il progetto è Maddalena Pasquetti, presidente dell'associazione, che si è subito appassionata alla storia del territorio. La sua tesi si è incentrata sulle vecchie fornaci a mattoni e alcuni anni fa, per realizzarla, ebbe l’aiuto di Alberto Cavallini, un mago dell'argilla, ceramica e di tanti esperimenti.

Quella presa a cuore dall’associazione è una fornace a mattoni che si trova proprio nella tenuta di Sticciano, che risale al 1799, e venne abbandonata poi nel 1900, quando la produzione cessò. Una storia che arriva dal passato e si mescola al presente, quando nel 2012 nacque l'associazione Caba, soprannome di Alberto, e con il simbolo una civetta, elemento sempre presente nelle pubblicazioni di Cavallini. Con la nascita dell'associazione è subito cresciuto l'interesse verso questa fornace, dove scolaresche ed artisti vengono portati per rivivere e simulare la realizzazione artigianale dei mattoni di argilla, fatti a mano e non in scala industriale. Questa fornace infatti è uno degli ultimi esemplari rimasti sul territorio e l'associazione lancia un vero e proprio appello a privati ed artisti affinchè si possa gradualmente recuperare questo piccolo tesoro.

I mattoni venivano realizzati con alcuni telai, all'interno argilla e sabbia, mai l'acqua. A quel punto si cominciava ad inserire gradualmente nel fuoco (che veniva innescato con alcune fastelle) i telai con l'argilla. Veniva sigillato ogni finestra e fessura, perché anche solo un decimo di secondo errato, avrebbe potuto far esplodere i mattoni, annullando il lavoro di settimane. La brace del fuoco a sua volta veniva utilizzata nelle cantine dove veniva conservato il vino. «L'argilla è una componente storica di questo territorio e quando nel pliocene, si sono ritirate le acque - spiega Pasquetti - l'uomo ha cominciato a sfruttarla a suo vantaggio». La realtà di Caba ha un grande legame con il territorio locale, come l'associazione Alfiano, e con gli studenti della scuola. Tra l’altro Alberto Cavallini contribuì a realizzare il monumento a ricordo di don Dano Stefanini, sacerdote mai dimenticato nella frazione di Fiano. E la frase “E sul calar del sole Fiano s'infiamma, 28 luglio 2013” venne impressa sull'argilla da un gruppo di alunni grazie sempre all’interessamento del maestro ceramista .

L'associazione Caba organizza bandi pubblici, residenze per artisti da due settimane fino a un mese, con l'intento di portare in Valdelsa grandi artisti del territorio e da tutta Italia, con la voglia di sperimentare e di cimentarsi in forni realizzati con argilla e materiali tuttora mai utilizzati. Da Terry Davies, ceramista inglese trapiantato in Valdelsa fino al certaldese Lorenzo Cianchi, sono tanti i nomi che hanno intrecciato il loro percorso di crescita a questa realtà, così come la partecipazione di Betty Woodman, personalità fra le più influenti al mondo per la ceramica contemporanea. Nel corso degli anni decine di collaborazioni importanti come la partecipazione di Elena Mazzi, artista dell'anno 2015 ed Irene Lupi, altro nome affermato nel panorama internazionale.

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