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Sopralluogo blitz della scientifica e nuovi sequestri a casa di Beata

Sopralluogo blitz della scientifica e nuovi sequestri a casa di Beata

I carabinieri lasciano via Pasteur con una serie di reperti dopo aver passato al setaccio tutte le stanze Omicidio o suicidio, si attendono le ultime risultanze dell’autopsia per risolvere il giallo di Ponzano

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EMPOLI. Nuovi rilievi, con le “tute bianche” che portano via altri oggetti da analizzare a fondo, per cercare tracce decisive e arrivare a una svolta che, probabilmente, ancora non c’è. I carabinieri della scientifica sono tornati nella casa di via Pasteur a Ponzano, dove lo scorso 11 gennaio è stata trovata morta Beata Balon con un sacchetto di plastica in testa stretto al collo da nastro adesivo.

Gli uomini della scientifica hanno passato al setaccio non soltanto la camera da letto, ma anche tutte le altre stanze della casa dove la quaranticinquenne polacca viveva insieme al compagno Giuseppe Nocerino, 38 anni, addetto all’antitaccheggio in un centro commerciale. Che ha raccontato ai carabinieri e al pm Ornella Galeotti di essere rientrato dal lavoro intorno alle 21.30 di domenica 10 gennaio e di averla trovata in camera da letto, con addosso il pigiama.

Ha detto anche di non averla svegliata pensando che avesse bevuto troppo. Quindi è andato anche lui a dormire.

Quando si è risvegliato, poco prima delle 7, ha visto accanto a sé il cadavere. L’ha toccato, era ghiaccio. Tra il suo corpo e il cadavere, c’era un peluche che gli avrebbe impedito di vedere il sacchetto sulla testa della donna.

Nel corso del sopralluogo-bis - avvenuto ieri mattina - gli investigatori hanno portato via altri reperti (tra cui, probabilmente, anche il peluche) da unire a quelli già presi il giorno in cui fu scoperta la tragedia (compreso un personal computer).

Tutto questo in attesa delle ultime risultanze dell’autopsia che ancora mancano per completare un puzzle complicato.

La Procura di Firenze indaga per omicidio, ma al momento non esclude l'ipotesi suicidio e non ci sono indagati.

I figli di Beata si sono rivolti attraverso il Gruppo Mazzini di Padova - all’avvocato Omar Bottaro, per tutelarsi come parte offesa in caso di procedimento penale.

Il legale ha nominato un consulente di parte, Daniele Rodriguez, che lavorerà al fianco del consulente della Procura, impegnato in una serie di rilievi ed esami post-autoptici, che dovranno contribuire a chiarire le cause del decesso della donna.

Al momento l’’unica certezza è che la donna è morta soffocata, come ha stabilito l’autopsia. Ma sul nastro adesivo che teneva il sacchetto sulla testa di Beata non ci sarebbero impronte digitali.

Dall’altra parte la donna aveva più volte manifestato la volontà di togliersi la vita. E nell’appartamento di Ponzano sono stati sequestrati numerosi farmaci.

Tutti elementi che, almeno finora, a distanza di diciotto giorni dalla tragedia, non sono stati sufficienti per chiarire il giallo. Sabato scorso parenti e amici hanno dato l’addio a Beata, nella chiesa di Ponzano, ma ancora non sanno la verità sulla sua morte.

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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