La manifestazione
Tornano alle luce due tavole di beata Giulia
Una faceva parte dell’armadio in cui erano custoditi fino al 1700 i resti della santa certaldese
CERTALDO. Sono tornate alla luce dopo un importante e lungo restauro tre tavole legata a Beata Giulia della Rena. Una sorprendente riscoperta di un patrimonio che sarebbe potuto cadere nel dimenticatoio e perso per sempre. Le tavole, che sono state attribuite al pittore senese Tiberio Billò, adesso sono conservate nella chiesa di San Jacopo e Filippo nel borgo alto, proprio a fianco della tomba della Beata, che ogni anno viene ricordata con una processione e una celebrazione. Va avanti così, senza sosta, l'operazione di conservazione e di scoperta del patrimonio artistico e raffigurativo di Beata Giulia.
La presentazione di questo restauro è avvenuta nel borgo alto la settimana scorsa grazie alla esposizione del professor Alessandro Bagnoli. La tavola, quella più grande restaurata, è formata da due ante che facevano parte di un armadio dove era conservato il corpo della Beata prima di essere ricomposto e collocato nella teca nella chiesa di San Jacopo e Filippo nel borgo alto. Quella teca che ogni anno viene portata in processione nella parte bassa per alcuni giorni e riportata nel borgo alto. Il dipinto è ricordato all'archivio di stato fiorentino, risale molto probabilmente al 1581, e la sua posizione doveva collocarsi sopra un altare. Le ossa di Beata Giulia, va ricordato, furono trafugate e poi ritrovare nel corso degli anni più volte. La 'tomba' di Beata Giulia fu questo armadio con le due ante fino al 1687, quando poi venne realizzata la teca che è il luogo di culto sacro per venerare la santa. Così dice lo studio del professore certaldese Alessandro Bagnoli che lavora per la Sovrintendenza ed insegna all'Università di Siena. La seconda scoperta, più recente, è costituita da due tavolette che erano conservate nelle stanze dell'ex convento degli Agostiniani nel borgo alto. Perfino i chierichetti più anziani ricordano queste tavolette raffiguranti Sant'Agostino e Santa Monica, correlati alla tavola di Beata Giulia e opera dello stesso pittore, come spiegato dal dottor Bagnoli: «Siamo di fronte a documenti importanti che vanno a dare nuove immagini per lo studio di questa figura. Un restauro che è stato complessivamente facile, tenuto conto che era stata collocata una carta speciale per cercare di salvaguardare il colore».
Giacomo Bertelli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
