Il Tirreno

Empoli

Tra disagi e soldi spesi male in coda al passaggio a livello

di Chiara Capezzuoli
Tra disagi e soldi spesi male in coda al passaggio a livello

Rfi ha realizzato lavori per ottantamila euro in modo da evitare gli “slalom” degli automobilisti , ma i deterrenti non sono serviti praticamente a niente

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EMPOLI. Ottantamila euro spesi senza aver risolto il problema. Al passaggio a livello di Brusciana si assiste tutte le settimane a uno spettacoli di disagi per pendolari e automobilisti. E di danneggiamenti alla linea ferroviaria. Quindi a un bene pubblico. Sono circa cinquanta gli incidenti registrati con le sbarre divelte da auto e camion che non vogliono fare la coda. E passano mentre i pali di ferro si abbassano. Inciviltà che può creare grande pericolo. Ma anche inadeguatezza delle risposte messe in campo contro il problema. Gli incidenti. Le sbarre sono quasi quotidianamente prese d’assalto da automobilisti o trasportatori che proprio non hanno intenzione di rispettare il codice della strada, andando ad attraversale le barriere di fronte alle rotaie non solamente quando il semaforo rosso è ben visibile ma anche quando le sbarre sono quasi completamente chiuse. Gli incidenti si verificano con una frequenza elevatissima, circa 50 l’anno, che va a gravare in primis sui pendolari che devono attendere ore, ma anche per gli automobilisti che devono attendere il ripristino del danno. Nonché per Rfi che deve riparare i danneggiamenti.

Il centro nevralgico. Il passaggio a livello di Brusciana si trova in una specie di triangolo della viabilità stradale e ferroviaria. Da un lato consente ai molti pendolari di spostarsi tra Firenze e Siena; dall’altro collega l’Empolese con la Valdelsa e vede dunque il passaggio quotidiano di centinaia di vetture e mezzi pesanti i quali, non potendo usufruire in quel tratto ancora della tanto agognata 492bis, percorrono questa strada regionale. Nel centro nevralgico di queste due reti stanno proprio il passaggio a livello di Brusciana, nel comune di Empoli, e la chiusura delle sue barriere ritenuta per molti automobilisti insopportabile per i lunghi tempi di attesa.

Slalom tra le barriere. La soluzione che hanno trovato per scongiurare il passaggio di più treni (e dunque un tempo di attesa che talvolta sfiora i 30 minuti) è quello di infrangere il codice della strada. Nella maggior parte dei casi le auto ed i camion non si fermano di fronte al semaforo rosso che prelude l’imminente chiusura delle barriere, ma anzi si apprestano ad oltrepassarlo fin quando le sbarre non sono quasi completamente chiuse. Non capita di rado, poi, di vedere auto sorpassare la fila ed effettuare slalom tra le sbarre già abbassate per poter proseguire la propria corsa. Il risultato che ne deriva è quello di un passaggio a livello bersagliato da passaggi illegali sia di chi da Ponte a Elsa deve proseguire verso Castelfiorentino, sia di chi deve proseguire vero Monteboro e rimane incastrato (soprattutto i camion) tra le sbarre al momento della svolta a destra.

Interventi di Rfi. Di fronte ai continui danneggiamenti rilevati, Rfi aveva proceduto a partire da ottobre a promuovere una serie di interventi per mettere un tampone ai continui assalti alle sbarre. Con una spesa pari a 80mila euro, Rfi, aveva eliminato la vecchia postazione del casellante per aumentare la visibilità sul passaggio e aveva aumentato lo spazio tra sbarre e rotaie per agevolare ulteriormente il passaggio delle auto e dei mezzi. Tutto questo, però, non è stato sufficiente a ridurre le infrazioni e i danneggiamenti alle barriere continuano a ripetersi senza sosta.

La situazione attuale. Anche negli ultimi giorni si sono verificati due incidenti. Venerdì 22 una della quattro sbarre è stata pesantemente danneggiata mandando così in tilt il traffico ferroviario; ieri mattina, poi, un camion (che evidentemente aveva ignorato il semaforo rosso del passaggio) è rimasto incastrato sotto una delle sbarre al momento della chiusura. La situazione è ormai diventata insostenibile. I pendolari sono stanchi dei continui ritardi dei treni dovuti all’inciviltà di chi percorre questa strada sulle quattro ruote e sembra ormai di prioritaria importanza mettere fine ai continui danneggiamenti alle barriere che delimitano il passaggio.

La proposta. In questa situazione di “continui assalti” il comitato pendolari ha individuato una possibile soluzione. «Abbiamo avuto varie riunioni con gli attori in causa come Rfi, Città Metropolitana ed Unione dei Comuni - ha confermato Gianluca Sacconi, referente del comitato - visto che la proposta di un sottopasso non risulta attuabile la proposta concordata era quella di inserire dei semafori poco prima del passaggio a livello con relative telecamere». L’unico deterrente per gli automobilisti potrebbe dunque essere l’applicazione di due semafori (uno per senso di marcia) con un semaforo rosso del passaggio ai quali collegare i photored: in questo modo le telecamere riuscirebbero ad individuare chi infrange il codice stradale facendo dunque arrivare multe salate e punti in meno sulla patente. «Questa potrebbe essere una buona maniera per evitare gli assalti alle sbarre. Le telecamere, inoltre, consentirebbero di individuare chi arreca danni alle barriere così da far ripagare loro il danno inferto alle stesse. Avevamo già discusso con i vari soggetti di questa cosa e sembravano tutti favorevoli. Da qui alla messa in atto non sappiamo cosa è andato storto ma speriamo che ne discutano nuovamente durante la prossima riunione». Riunione che si svolgerà tra i vari soggetti in causa proprio il 5 di febbraio e che potrebbe rappresentare l’effettiva svolta per le sorti di questo passaggio a livello grazie alle migliorie che potrebbero mettere in atto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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