Il dolore
Beffa per i 100 lavoratori della Reha
Invalidato il fallimento dalla corte di appello, ora si riparte con un’altra procedura
EMPOLI. La vicenda Reha-Ito (Istituto tecnico ortopedico di Empoli) non ha ancora avuto un epilogo. Alcuni mesi fa, infatti, è stato invalidato il fallimento dalla corte di appello. All’origine dell’annullamento un vizio di forma durante lo svolgimento dei gradi di giudizio precedenti. Così il tribunale di Firenze sta procedendo ad un nuovo fallimento, il secondo. Una vera e propria beffa per i cento lavoratori dell’azienda (la metà dei quali impiegati a Empoli) che produceva e vendeva strumentazioni ortopediche. Questi ultimi, infatti, risultando tra i creditori dovranno presentare ex novo la documentazione al tribunale con un aggravio di costi (marche da bollo, tasse e spese varie). Inoltre, per una trentina dei lavoratori empolesi, proprio a causa della mancata chiusura della procedura fallimentare, non è stato possibile richiedere il rinnovo della cassa integrazione straordinaria. «Dopo l’annullamento, siamo tornati alla situazione precedente al fallimento – spiega Iuri Campofiloni della Fiom Cgil – cioè al concordato. Tuttavia, non ci sono più le condizioni di dieci mesi fa per andare avanti. Così si è dovuto procedere ad una nuova istanza di fallimento. Ciò ha danneggiato pesantemente i lavoratori, che poi in questa vicenda sono l’anello più debole».
La Reha-Ito venne dichiarata fallita nel novembre del 2014. Pochi mesi dopo la Fiom stessa firmò un accordo per garantire gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori coinvolti: cassa integrazione straordinaria per coloro che operavano nel settore metalmeccanico e cassa in deroga per gli apprendisti e per gli addetti del settore del commercio. Inoltre, il sindacato chiese e ottenne l’esercizio provvisorio, dal momento che ancora c’erano diverse commesse da onorare. In questo modo l’azienda è riuscita ad andare avanti, fino a quando – nel febbraio dello scorso anno – non è stata rilevata in affitto per sette anni da un’impresa del settore, la Home Care Solutions di Cascina. L’accordo ha previsto l’assunzione per una parte dei lavoratori, tredici dei quaranta che operavano ad Empoli per Reha. Se non fosse che su ricorso fatto dall’ex proprietario, la Corte di Appello di Firenze alcuni mesi fa ha stracciato il fallimento, rimettendo in questo modo in discussione gli ammortizzatori sociali e le richieste creditizie degli ex dipendenti. «Non essendo stata concessa la prosecutio - prosegue Campofiloni - i lavoratori dovranno inserirsi nel nuovo fallimento e questo comporta loro oltre all'impossibilità di proroga dell'ammortizzatore anche un ulteriore allungamento dei tempi e nuovi costi. Non entriamo nel merito del procedimento, ma riteniamo inaccettabile che siano i lavoratori a doverci rimettere». (m.p.)
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