Il Tirreno

Empoli

Muore a 43 anni bassista e padre di due bambini

di Francesco Turchi
Muore a 43 anni bassista e padre di due bambini

La città piange Lamberto Piccini, stella del rock empolese

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EMPOLI. La musica empolese piange una delle sue stelle. È morto Lamberto Piccini. Aveva 43 anni e il suo nome era legato a doppio filo con il palcoscenico rock, che lo ha visto protagonista per decenni come bassista in varie band. Prima, agli inizi della carriera, con gli Oronero, poi con gli Axis e infine con la band fiorentina Anhima, con i quali fino a poche settimana fa aveva lavorato al nuovo album, sfidando la terribile malattia che lo ha colpito quasi un anno fa, e che non gli ha lasciato scampo, nonostante la forza e il coraggio di Lamberto, che l’ha combattuto, fino all’ultimo giorno. E che è riuscita a portarsi via il suo sorriso e la sua ironia, scolpite nelle menti di coloro che lo hanno conosciuto e che oggi lo piangono, ripetendo una frase semplice ma che fotografa il carattere del musicista empolese: «Un ragazzo d’oro».

Lamberto lavorava nello studio contabile di famiglia (in via Bisarnella). La famiglia e la musica erano gli amori della sua vita. A cominciare da quello per la moglie Sara Lazzeretti, addetta alla comunicazione della Var Group e per i loro due figli. E quello per la madre Claudia e i fratelli Leonardo e Laura.

In passato aveva collaborato anche con la compagnia teatrale Sganzisgatto e con vari gruppi musicali.

Ma si era prestato anche per iniziative benefiche. Come accadde nell’aprile 2014, nelle vesti di direttore artistico di una serata - andata in scena al teatro Il Momento - in favore dell’associazione culturale “Noi per voi per il Meyer onlus”, per sostenere la ricerca sui tumori pediatrici del sistema nervoso centrale chemio-resistente.

Daniele Tarchiani, cantante e chitarrista della band Anhima, ricorda così Lamberto: «La parte buona dell'amore, l'amicizia. Io credo fermamente nell'amicizia. I miei amici sono la cosa più bella che ho. Oggi fratelli il mio cuore si è spaccato in due, ma batte ancora, batte ancora, non posso fermarlo per adesso, anche e soprattutto per lui...».

Un messaggio toccante è arrivato anche da Matteo Montuschi, sempre degli Anhima: «Quando, con una persona, condividi una passione, è come se ci facessi l'amore. Per me la musica suonata è un tramite per vederne l'anima. Quando componi, i tuoi sentimenti vengono messi a nudo, si fanno coraggiosi, mascherati da semplici note, suoni, dissonanze o consonanze, tensioni e risoluzioni. Dentro a una canzone ci sono ore passate insieme a parlarsi di tutto, nel linguaggio strano fatto di suoni, un linguaggio indecifrato che comunque ti rende partecipe, fratello e amante, nella sala prove dove tutto nasce dal nulla. Sei immerso dentro al mare e il mondo non si sente più. Ci sono amori che vanno al di là di tutto, idealizzati perché impossibili. Nascosto dentro di me ho mille immagini e sfumature, uno spaccato di vita passata insieme; scegliersi per regalarsi momenti irripetibili, unici. Il ricordo è un tesoro che porterò sempre con me. Nascosto dai decibel ho amato una persona e continuerò ad amarla perché la nostra musica non ce la porterà via nessuno». Tra i tanti messaggi di cordoglio sulla nostra pagina Facebook, anche quello di David Rigatti: «Fagli sentire un po’ di rock anche lassù».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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