Il Tirreno

Empoli

«Ciao Luca, persona d’oro e sfortunata»

«Ciao Luca, persona d’oro e sfortunata»

Fucecchio in lacrime per l’ultimo saluto al ragioniere morto di meningite: non ti dimenticheremo mai

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FUCECCHIO. «Ricordiamolo col sorriso, Luca non dimenticherà mai il nostro affetto e noi non lo dimenticheremo mai». Sono queste alcune delle parole più significative dell'omelia di don Giorgio Rudzki per ricordare - nel giorno del suo funerale - il commercialista fucecchiese cinquantottenne Luca Barsotti, morto giovedì sera all'ospedale di Pisa dopo tredici giorni di agonia dovuti alla meningite di tipo C. La funzione è stata celebrata ieri pomeriggio alle tre nella chiesa di Santa Maria delle Vedute a Fucecchio: c'erano più di duecento persone a ricordare lo sfortunato consulente del lavoro.

In prima fila il figlio Filippo, la moglie, la madre e la suocera: poi, tutti attorno, molti giovani e anche i volontari della Pubblica Assistenza di Fucecchio, perché la suocera dell'uomo è una storica volontaria della sezione fucecchiese. Il parroco ha speso parole importanti, per cercare di consolare la famiglia in un momento di dolore incommensurabile: «C'è tanta amarezza in questi momenti, nei quali ci si chiede il perché di questa tragedia. Però, come diceva Gesù Cristo, la vita non è tolta ma è solo trasformata. Conosco Luca e sua moglie Renata ormai da anni: furono i primi a celebrare i 25 anni di matrimonio dal momento del mio insediamento nel 2011. Luca ci ha lasciato nel pieno della sua maturità, quando poteva dare il meglio di sé, amando, sostenendo e consolando. Ora è il tempo del lutto, del silenzio: la nostra numerosa presenza serve a dare un po' di consolazione alla famiglia. Lo ricorderemo come un ragazzo d'oro, che aveva un parola per tutti e che lavorava in silenzio, senza cercare il centro dell'attenzione».

Poi il feretro è stato portato alla chiesa dei frati per un'ultima preghiera e - poco dopo - al cimitero comunale di Fucecchio per la tumulazione.

Barsotti era stato ricoverato al centro grandi ustionati di Cisanello a causa delle complicazioni dell'infezione da meningococco di tipo C, che gli avevano procurato gravi ustioni alla pelle. Lesioni che si sarebbero formate in conseguenza della trombizzazione delle arterie: i grossi vasi sanguigni si sarebbero chiusi, fattore che ha portato alla necrosi dei tessuti, con la situazione che si è poi aggravata fino al decesso di giovedì pomeriggio. L'uomo, in un primo momento, era stato ricoverato all'ospedale di Empoli.

Marco Sabia

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