Il Tirreno

Empoli

Sigarette, business dei ladri

di Francesco Turchi

Cinque assalti alle tabaccherie, i pacchetti verso l’Est o rivenduti su internet

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EMPOLI. Le rubano di notte, seminando danni. O in pieno giorno, dopo aver pedinato il tabaccaio dal deposito fino alla propria attività. Cinque colpi (considerando soltanto quelli più eclatanti) in venti giorni dimostrano che il contrabbando di sigarette è tornato di moda. E che una banda specializzata ha individuato l’Empolese Valdelsa come bacino ideale per fare rifornimento e alimentare i suoi traffici illegali. Centinaia di stecche destinate al mercato nero anche al di fuori dell’Italia (a cominciare dall’Est Europeo), ma anche rivendute su internet, o semplicemente cedute a una clientela “fidata”.

Di certo il circondario si trova a dover fare i conti con un’altra escalation, che contribuisce a rendere ancora più vario (e cupo) il quadro della criminalità.

D’altra parte dopo i furti in case, aziende, e auto, che da mesi stanno terrorizzando tutto l’Empolese Valdelsa (dove la percezione della sicurezza è ai minimi storici), ora c’è da fare i conti anche con le rapine: due banditi in azione in un vivaio (arrestati dalla polizia, l’articolo nell’altra pagina), altrettanti alla Carifi di via Segantini. Fino al commando di otto uomini che ha dato l’assalto a colpi di pistola a un furgone portavalori, a Vinci.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti. E in questo contesto si fa largo la banda delle “bionde”, nuovo tormento dei commercianti. Fucecchio, Montaione, Martignana, Montespertoli, Stabbia, di nuovo Montaione (nella stessa tabaccheria). Tutto nel giro di poche settimane, per un bottino complessivo di alcune decine di migliaia di euro. Difficile pensare che si tratti di un caso. Più probabile che dietro ci sia una regia unica, che sa già dove piazzare la refurtiva.

L’ultimo colpo è stato messo a segno alle ore 2.45 di ieri alla tabaccheria Taddei di via Leonardo da Vinci a Montaione: «Erano almeno in tre, con il viso coperto dalle sciarpe» racconta Daniele, il titolare, che ha visto le immagini riprese dalle telecamere. «Hanno spaccato la porta utilizzando un’accetta e un altro arnese da scasso». E hanno ripulito l’espositore: almeno cinquecento pacchetti di sigarette, per un valore di oltre duemila euro. Il tutto in pochissimi minuti, in modo da fuggire prima dell’arrivo dell’agente di un istituto di vigilanza, “avvertito” dall’allarme collegato con la sala operativa.

Per la tabaccheria Taddei si tratta della seconda visita in venti giorni: «L’altra volta - racconta Daniele - avevano portato via la cassa e un po’ di pacchetti di sigarette. Stavolta il colpo fa più male». Anche perché al di là del bottino, Taddei è si ritrovato a dover fare nuovamente la conta dei danni.

Ma i due colpi a Montaione sono tutt’altro che isolati. La catena di furti era iniziata in una tabaccheria di Fucecchio, prima di Natale. Poi arricchita da una serie preoccupante di anelli. Il 2 gennaio scorso al Chiosco di Giovanni Franceschi (nella foto) a Martignana, da dove i ladri sono fuggiti con cinquemila euro di sigarette, lasciandosi alle spalle - oltre ai danni - anche un’ascia con la quale avevano sfondato il vetro.

Poi due colpi praticamente identici. Il primo a Montespertoli, alla tabaccheria-ricevitoria di David Galloni, in piazza del Popolo. Il tabaccaio era appena tornato dal deposito dei Monopoli a Fucecchio, dove aveva fatto rifornimento.

Aveva parcheggiato davanti al negozio e lasciato le chiavi inserite nel quadro; quando ha iniziato a scaricare i ladri sono saliti in macchina (poi ritrovata ad alcuni chilometri di distanza) e sono fuggiti con un bottino di 11.000 euro.

Stesso copione alla tabaccheria Fumo e Profumo di Stabbia, con i carabinieri che però sono riusciti a recuperare - oltre alla macchina - anche buona parte della refurtiva. Anche in questo caso il titolare era stato probabilmente pedinato da una banda appostata nella zona del deposito di riferimento per tutto l’Empolese Valdelsa, in via Falcone a Fucecchio.

Su tutti gli episodi indagano i carabinieri. Ma intanto tra i tabaccai cresce la paura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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