Sicurezza
Maxi appalto da un milione per l’accoglienza dei profughi
Bando dell’Unione contro la gestione d’emergenza e frammentata Richiesta esperienza nel settore, saranno previsti controlli ministeriali
EMPOLI. Quasi un milione e 300mila euro per migliorare la gestione dei richiedenti asilo nell'Empolese Valdelsa. Con questo obiettivo l'Unione dei Comuni indice un bando per la creazione di un progetto di accoglienza all'interno del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Finora, infatti, l'accoglienza sul territorio era stata gestita esclusivamente in maniera emergenziale attraverso i bandi della Prefettura. Con lo Sprar, invece, i Comuni saranno in grado di programmare meglio e con garanzie maggiori l'afflusso di profughi. Il progetto avrà una durata di due anni e consentirà di ospitare tra i dieci e i cinquanta richiedenti asilo o rifugiati. Il finanziamento sarà interamente a carico del ministero dell'Interno, che nei prossimi giorni dovrà valutare la richiesta da parte dell'Unione dei Comuni.
In questo modo cambierà la gestione dell'accoglienza. Insomma, si passerà da quella straordinaria con i profughi affidati ad associazioni, cooperative, enti pubblici o in alcuni casi anche a singole famiglie con un rimborso giornaliero ad un'accoglienza più strutturata. Ad aggiudicarsi il bando potranno essere soltanto enti riconosciuti e con una “pluriennale e consecutiva esperienza nella presa in carico di richiedenti asilo”, come recita lo stesso decreto ministeriale. Inoltre, a differenza di quanto previsto dai bandi emessi dalla Prefettura per l'accoglienza straordinaria, con lo Sprar ogni educatore dovrà avere requisiti ben precisi, la documentazione sarà controllata direttamente dal ministero che a distanza di alcuni mesi invierà dei controlli nelle strutture di accoglienza. «L'Unione dei Comuni ritiene di dover migliorare gli interventi finalizzati all'accoglienza dei richiedenti asilo e degli stranieri – si legge nella determinazione – promuovendo la realizzazione di un progetto che preveda interventi di accoglienza integrata del sistema Sprar». L'Unione per la realizzazione dei servizi potrà avvalersi di uno o più enti attuatori che verranno scelti attraverso il bando sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Chi si aggiudicherà il bando sarà chiamato a svolgere una serie di attività che dovranno essere documentate e valutate. Prima di tutto dovrà occuparsi dell'accoglienza materiale individuando strutture apposite (a tal proposito lo stesso decreto ministeriale specifica che gli enti locali che presentano domanda di contributo devono destinare allo Sprar una percentuale minima del 70% dei posti disponibili nelle strutture di accoglienza).
Inoltre, svolgerà un ruolo di mediazione linguistica e culturale, di orientamento e accesso ai servizi del territorio e di formazione e riqualificazione professionale. Dovrà inoltre fare orientamento e accompagnamento all'inserimento lavorativo, abitativo, sociale e legale, oltre alla tutela psicologica, sociale e sanitaria. Tutte incombenze non sempre richieste dai bandi emessi dalla Prefettura attraverso i quali finora erano stati accolti i profughi sul territorio. La capacità ricettiva dei servizi di accoglienza – è sempre il ministero dell'Interno a specificarlo – non potrà essere inferiore a dieci posti. Per stabilire i posti massimi assegnabili, invece, verrà utilizzato il criterio dei residenti. Per una popolazione complessiva di 20mila abitanti i posti massimi sono 25, mentre fino a 40mila abitanti sono previsti 40 posti.
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