Il Tirreno

Empoli

Maxi centro per disabili via libera con protesta

di Marco Pagli
Maxi centro per disabili via libera con protesta

Sarà costruito a Terrafino. Ma non si fermano le associazioni contrarie Chiesto un incontro in Regione, Lupi: «Ci sono questioni poco chiare»

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EMPOLI. L'amministrazione compie un'ulteriore passo avanti nella realizzazione del nuovo centro disabili da costruire nella zona del Terrafino. Nei giorni scorsi, infatti, è arrivata l'approvazione in linea tecnica del progetto preliminare da parte della giunta. Tuttavia, non si ferma la protesta di numerose associazioni del settore che hanno chiesto con una lettera un incontro all'assessore regionale alla salute Stefania Saccardi. «La Regione investirà mezzo milione di euro nella nuova struttura – attacca Marino Lupi, presidente di Autismo Toscana – e quindi è coinvolta in pieno in questo progetto. La nostra associazione insieme ad altre tredici è stata tra le prime firmatarie della lettera all'assessore Saccardi. Tuttavia, l'appello in questi giorni ha avuto una grande condivisione da parte di altre realtà sociali e di semplici cittadini. Vorremmo capire alcune cose che non ci sono molto chiare e contestualmente avanzare le nostre proposte per arrivare ad una soluzione che sia la migliore in primis per gli utenti. La richiesta di un incontro era stata fatta anche al sindaco di Empoli e alla dirigenza dell'Asl 11, ma purtroppo finora non abbiamo ricevuto risposte. Da parte nostra possiamo assicurare che la nostra mobilitazione andrà avanti».

Nella lettera le quattordici associazioni, a cui se ne sono aggiunte altre sei, dichiarano la scelta fatta dall'amministrazione comunale di Empoli “non inclusiva” e in contrasto con gli indirizzi regionali che “pur nelle ristrettezze economiche, da sempre sostengono percorsi di vita indipendente e di inserimento lavorativo nella convinzione che la disabilità appartiene a tutti e che non si deve concentrarla o separarla”. Ma i promotori sono andati oltre, affermando che “l'istituto nega i diritti umani delle persone perché le priva di identità, toglie le relazioni sociali, allontana gli affetti, rende inesigibile il diritto al lavoro, spesso anche il diritto alla cura e mette addosso una stigma inalienabile”. I firmatari, inoltre, sottolineano la necessità di incrementare la formazione degli operatori e il coinvolgimento della famiglia. E chiedono di salvaguardare il rispetto della territorialità: «Ogni nostro ragazzo – scrivono - ha diritto di vivere nel territorio che sente suo, dove è conosciuto e non dove essere spostato come una borsa nell'interesse dei servizi”. Quindi, ribadiscono la necessità di una domiciliarità protetta che contrasta con la costruzione di un istituto. Una presa di posizione forte, insomma, che conferma la netta contrarietà al progetto approvato dall'amministrazione. Il progetto redatto dall'ingegnere Simone Maestrelli, come detto, nei giorni scorso è passato in maniera preliminare dal primo vaglio della giunta. Confermata l'introduzione della villa di Cerbaiola (dove attualmente si trova uno dei due centri per disabili della città) e di villa Fucini (che ospita un centro notturno in via XI Febbraio) nel piano delle alienazioni del Comune. A questo proposito sarà “avviato – si legge nella delibera - un procedimento di variante urbanistica per consentire una destinazione urbanistica compatibile con detto procedimento di alienazione per i due immobili”. La vendita dei due immobili è strettamente legata alla costruzione del nuovo centro. Quest'ultimo, infatti, sarà realizzato con procedura di gara “con appalto congiunto di esecuzione lavori e cessione di immobile di proprietà comunale, ovvero con finanziamento dell’opera in parte in acconto prezzo con la vendita dei due immobili e con il contributo regionale assegnato di 500mila euro”. Nel complesso l'operazione ha un costo di 3 milioni e 780mila euro.

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