Toscana
Studente fucecchiese conquista Londra con le sue opere d’arte
Il diciannovenne Montanelli protagonista alla Park Gallery «Così metto in ordine pensieri e intuizioni che ho in testa»
FUCECCHIO. Si chiama Giacomo Montanelli, classe 1996 ed è uno dei giovani artisti più promettenti nel panorama dell’Empolese Valdelsa. L’indiscussa dote artistica di Giacomo, infatti, non è passata inosservata, tanto da riuscire ad arrivare tra i finalisti under 30 di un noto contest che lo ha portato ad esporre le sue opere fino a Londra. Lo scorso dicembre ne ha portate due opere (dipinti, uno dei quali integrato con la fotografia) alla Christine Park Gallery, in quanto finalista della terza edizione del premio Carlo Bonatto Minella organizzata da Areacreativa 42 e dal tema “Spazi. Dentro e fuori i limiti”. Una grande soddisfazione per questo ragazzo di appena 19 anni che dopo aver portato i suoi prodotti a Torino (sempre nel cotesto del premio Cbm) ha avuto modo di farsi conoscere sia nel territorio nazionale che internazionale proprio nella capitale britannica. «La gallerista del premio di Torino mi ha chiamato dicendomi che la gallerista della Christine Park mi aveva selezionato insieme ad altri quattro artisti - commenta Giacomo - ed ovviamente ero molto contento. Da quando ho girato più posti e sono uscito dalla Toscana, ho incontrato tante belle persone che apprezzavano il mio lavoro e poi ho appena 19 anni, forse parlano bene di me per questo».
Per il momento l’esposizione a Christine Park è stato il grande trampolino di lancio (e non certo traguardo) di Giacomo che, malgrado la giovane età e l’esame di maturità in vista, ha avuto occasione di esporre più volte le sue opere sia in mostre personali che collettive e che ha già riscosso non poco successo un po’ ovunque. Ha infatti esposto già in molti luoghi dell’Empolese Valdelsa come Fucecchio, Empoli, Capraia e Limite, passando per San Miniato (dove è nato), ma anche a Udine, Trieste, Matera accompagnato in talune occasione dalla crew del Virginart che ha fondato insieme al altri ragazzi del liceo artistico Virgilio nel 2011. L’onda d’urto delle sue opere certo non si è fermata qui. «Pochi giorni fa sono arrivato decimo su 740 a un concorso a Sulmona, in Abruzzo. Mi ha contattato un’artista, l’ideatrice - continua - incontrata a Trieste in occasione di una mostra. Esponevamo insieme in una collettiva». Le opere di Montanelli hanno insomma lasciato il segno nelle menti di molte persone, sicuramente colpite dalla commistione con cui mischia pittura, scultura, testi e materiale fotografico. Ne deriva uno stile contemporaneo indubbiamente particolare e ricercato che lo ha catapultato direttamente nelle grandi realtà.
«Sono sempre stato molto sensibile alle vicissitudini e l’arte è un gioco di sensibilità, un contenitore di significati - dice - nel mio percorso ho conosciuto persone molto interessanti che mi hanno guidato ad un’idea di arte che a me intriga molto. Dai 15 anni sono iniziati i primi giochi insieme agli altri ragazzi con i miei stessi interessi, siamo cresciuti. Se adesso sono vicino all’arte forse lo devo al significato stesso dell’arte stessa». Eclettico e artista a tutto tondo, Montanelli, ha ufficialmente dato il via a questa sua carriera che ha già iniziato a dare i primi frutti, tanto che ha già venduto l’opera (anche le altre sono acquistabili su www.giacomomontanelli.it) con cui si era presentato al premio torinese. «Qualsiasi persona ha in testa un mare di pensieri ed intuizioni, il gioco dell’artista sta soprattutto nel metterle in ordine con la produzione di un’immagine oppure smontare qualsiasi impalcatura».
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