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Canile abusivo, ora gli atti passano alla Procura

Canile abusivo, ora gli atti passano alla Procura

FUCECCHIO. Potrebbe avere strascichi poco piacevoli la storia dei quasi trenta cani scoperti a Galleno dai carabinieri in un'abitazione privata in condizioni igienico - sanitarie non idonee: il...

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FUCECCHIO. Potrebbe avere strascichi poco piacevoli la storia dei quasi trenta cani scoperti a Galleno dai carabinieri in un'abitazione privata in condizioni igienico - sanitarie non idonee: il proprietario non ha ottemperato a quanto imposto dall'ordinanza del sindaco Alessio Spinelli di inizio dicembre, nella quale lo si "invitava" a sistemare gli animali in una struttura idonea, oltre a far sapere alle autorità preposte dove si trovassero gli altri cani intestati all'uomo ma che al momento del sopralluogo non erano presenti. L'uomo, infatti, ha soltanto spostato i cani in una proprietà privata sul territorio di Castelfranco di Sotto, a pochi chilometri di distanza. Il comando della municipale di Fucecchio ha di conseguenza passato gli atti ai colleghi di Castelfranco, oltre a dare comunicazione alla procura della repubblica della mancata osservanza dell'ordinanza emessa più di un mese fa. All'interno del suo "allevamento", infatti, erano state rinvenute anche dieci fattrici, indizio che fa pensare alla presenza di un vero e proprio allevamento, privo di requisiti. I carabinieri ( e le guardie zoofile) gli avevano appunto contestato la mancanza di una autorizzazione per allevare e poi vendere a scopo commerciale questi animali, tutti o quasi di razza. Al momento del primo sopralluogo in ottobre non furono rilevati segni di maltrattamento evidente (non c’erano ad esempio escrementi solidi al suolo), però erano presenti inconvenienti igienico- sanitari causati dalla non pulizia di un allevamento di cani all’interno di un’abitazione civile. I cuccioli, per dirne una, venivano tenuti in gabbie nella cucina dell’abitazione mentre quelli adulti erano riparati in alcuni box nel garage a Galleno, in un’abitazione presa in affitto da un uomo al quale sono intestati 35 cani all’anagrafe canina, il cui contratto di locazione è stato poi disdetto perché il proprietario aveva contestato all’affittuario il cambiamento di destinazione di questi locali, da civile abitazione ad allevamento a scopo di commercio. Il tutto era partito da una segnalazione dei vicini disturbati da cattivi odori e da un incessante abbaiare. Nel successivo sopralluogo, invece, tenutosi dopo le feste natalizie, gli agenti della municipale non hanno potuto far altro che riscontrare la mancanza osservanza delle disposizioni dettate dall'ordinanza sindacale: i cani, fondamentalmente, sono stati solamente spostati ma questo trasferimento non soddisfa quanto previsto dal documento firmato dal sindaco Spinelli, perchè adesso si trovano in condizioni pressoché uguali alle precedenti. Sugli altri, invece, quelli non presenti durante il primo sopralluogo ma intestati all'uomo, non è stata fatta nessun tipo di comunicazione per spiegare dove si trovassero realmente.

Marco Sabia

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