Il Tirreno

Empoli

«È rientrato e l’ha trovata morta»

«È rientrato e l’ha trovata morta»

La figlia racconta una versione che contrasta con quella del compagno della madre

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EMPOLI. «Quando mi ha telefonato, lunedì mattina, mi ha detto “sono tornato a casa e ho trovato mamma morta”». È quanto sostiene la figlia di Beata Balon, che è stata avvertita della tragedia da Giuseppe Nocerino, compagno della madre.

La ragazza vive con suo padre, Giuseppe Bongiovanni che aveva avuto una relazione con la polacca, durata quindici anni, e che, fin dalle prime ore dopo la tragedia, attraverso le pagine del nostro giornale, aveva sollevato tanti punti interrogativi sulla vicenda: «Vogliamo la verità sulla morte di Beata».

Lunedì mattina (l’allarme a 118 e carabinieri è stato dato pochi minuti prima delle 7) la ragazza è piombata in lacrime nella sua camera da letto: «Mamma è morta, mamma è morta, continuava a ripetere. Era stata avvertita con una telefonata dall’attuale compagno. Tra l’altro il cellulare non le funzionava bene, non riusciva a capire. Poi lui le ha inviato un sms». Che li ha fatti sprofondare nel baratro: «C’era scritto “è morta mamma, chiamami”».

L’ex guardia giurata, ora addetto all’antitaccheggio in un centro commerciale, ha raccontato agli inquirenti di essere rientrato nella casa di via Pasteur domenica sera e di essersi accorto la mattina seguente che Beata era morta.

«Al telefono - ha raccontato la ragazza - mi ha detto “sono rientrato a casa da lavoro e ho trovato mamma morta”».

Una versione che dovrà essere valutata dagli stessi inquirenti, che dovranno anche tenere conto della concitazione del momento dettata da una tragedia così grande, che potrebbe aver indotto all’errore uno dei due: Nocerino, accanto al cadavere, doveva annunciare alla figlia la morte della mamma; e la ragazza - che aveva appena saputo tramite sms della tragedia - potrebbe aver capito male.

La discordanza tra le due versioni è stata portata all’attenzione dei carabinieri che seguono le indagini dallo stesso Bongiovanni, che lunedì scorso era già stato sentito - come altri familiari e conoscenti di Beata - dagli inquirenti.

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