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Ambientalisti a sostegno del centro

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Polemica sulla struttura di ricerca del Padule e sulle risorse spese negli ultimi anni

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FUCECCHIO. Continua a far discutere il futuro del centro di ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio, che a fine mese potrebbe chiudere. Dopo le parole di ieri dell’associazione Il Padule, chiaramente critiche verso l’operato del centro, oggi ecco la risposta dell’associazione Amici del Padule e di Legambiente, che spezzano numerose lance a favore del centro: «La presenza sul territorio – precisano gli amici del Padule - di un centro culturale così vitale è stata premiata fin dal primo anno da un afflusso record di almeno 5000 visitatori, provenienti spesso da altre regioni italiane e dall'estero: un risultato invidiabile anche per molte valide realtà museali che operano da molti anni in Valdinievole, ottenuto in questo caso con una sinergia fra il personale del centro ed i collaboratori volontari che ha minimizzato i costi». Poi l’associazione punta il dito contro uno dei sindaci (quello di Ponte Buggianese) che nei mesi scorsi ha lasciato il centro:«Può darsi che ci siano ricette ancora migliori per la gestione di un centro visite, ma in tal caso ci auguriamo che il sindaco Massimo Galligani sappia applicarle al più presto alla "Dogana del Capannone", magnifico edificio storico restaurato (giustamente) con l'impiego di alcuni milioni di euro di denaro pubblico ed inaugurato ben due volte alla fine di ottobre, ma tuttora vuoto, a parte la sezione ostello e quella dedicata al centro di documentazione sull'eccidio, e soprattutto inesorabilmente chiuso al pubblico». Sulla stessa lunghezza d’onda Legambiente:« In circa 15 anni il centro ha coordinato, in nome e per conto delle aree di pertinenza delle province di Pistoia, Firenze, Pisa e Lucca il progetto "Lungo le rotte migratorie". Su questo progetto per le opere realizzate – dagli interventi di miglioramento ambientale alla produzione di materiali didattici e promozionali – sono stati destinati al Padule, complessivamente, circa 500 mila euro. Ma questo denaro è andato principalmente a beneficio di quegli enti che erano in grado di cofinanziare le opere, come ad esempio l’ex Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio.Possibile che non si riesca a trovare una soluzione condivisa sul territorio, per dare continuità alle azioni di studio, tutela e promozione di un’area che potrebbe stabilmente rappresentare uno dei volani di rinascita economica della regione? ».

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