Finanza
«Una donna fragile e infelice»
Il ritratto di Beata che aveva avuto un lutto in famiglia e vari problemi di salute
EMPOLI. «Tanto nessuno capisce la mia sofferenza». C’è scritto così in uno degli ultimi messaggi postati sulla sua bacheca Facebook. Era fragile, confusa, Beata Balon, finora era un’esistenza in bilico, costellata pare anche da momenti di disperazione profonda.
Aveva avuto un lutto in famiglia, poi un incidente, si era rotta un braccio, era stata male. «Aveva provato anche a farla finita», hanno detto alcuni familiari e amici agli inquirenti, che adesso stanno vagliando la veridicità di quelle dichiarazioni. Di certo, Beata aveva trovato un rifugio nell’alcol. Anestetizzava i suoi pensieri, questa donna polacca arrivata da Varsavia nel ’91. In Italia sperava di realizzare i suoi sogni, ogni giorno di più invece sembrava riempirsi di incubi, di inciampi, incomprensioni, piccoli e grandi difficoltà. E chi indaga sulla sua morte in queste ore fruga anche nel suo passato. Di certo quello recente era difficile, attraversato forse da un rapporto con il compagno segnato da qualche incomprensione ma soprattutto da criticità con se stessa. Bionda, bella, sorridente in molte delle foto pubblicate, mentre è al mare, in piazza dei Miracoli a Pisa, a bordo piscina. Ma fra i selfie ce ne sono alcuni anche con occhi tristi, segnati forse da un male oscuro che la incupiva. In alcuni messaggi si accenna a crisi depressive. Navigava a vista Beata, e il social network ultimamente era diventato il diario di bordo su un mare in tempesta. Chi scriveva diceva di amare il suo compagno ma di non sentirsi compresa fino in fondo dall’ambiente circostante. Anche chi indaga si è convinto che la sua «fosse una vita minata dall’infelicità».
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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