Il Tirreno

Empoli

Bracconieri con richiami e bengala

Animali protetti sono stati fatti uscire dall’area della riserva e poi uccisi

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FUCECCHIO. Il centro di ricerca, documentazione e promozione del Padule è appeso ad un filo e nel giro di un mese - se non rientreranno le vecchie istituzioni - potrebbe addirittura chiudere. Come se questo non bastasse domenica pomeriggio sono pure entrati in azione i bracconieri. Nell'area protetta delle Morette, infatti, si è verificato un episodio "inquietante": alcune persone hanno "circondato" la zona protetta dove stanziano anatre e altri animali (tipo le alzavole), utilizzando richiami acustici artificiali (proibitissimi anche fuori dalle riserve). A quel punto qualcuno ha iniziato a sparare dei bengala, dei razzi di segnalazione, allo scopo di impaurire gli animali e farli uscire dall'area protetta, facendoli così diventare cacciabili; da lì è partito un fuoco di fila e molte anatre sono cadute a terra. L'episodio è avvenuto tra le 15 e le 16 di domenica, non lontano dall'osservatorio delle Morette, vicino al confine che separa l'area fucecchiese (e fiorentina) da quella di Ponte Buggianese, nel pistoiese. Questi animali sono cacciabili ma non dentro alle riserve: per questo, visto che gli stessi animali si fermano nelle zone in cui si sentono più sicuri, l'unico modo per abbatterli è quello di farli uscire dall'area protetta. La zona non è facilmente raggiungibile, ora soprattutto che con le piogge il Padule si sta riempiendo d'acqua: servono dei natanti, in poche parole, per arrivarci. Oltretutto a più riprese altri soggetti - o forse gli stessi - hanno tagliato o potato gli alberi che delimitano il confine tra l'area protetta e il resto del Padule, così da avere una visuale più chiara di fronte per prendere la mira. Nel complesso le aree protette nel Padule sono due (Righetti e Morette), per un totale di 20 ettari su 200. L'episodio di domenica sale sul podio di quelli più tristi, insieme all'abbattimento di una cicogna nera e di una moretta tabaccata, specie sempre più rare. Senza dimenticare che a volte vengono trovati a terra animali - storicamente non commestibili né cacciabili - come gli aironi, uccisi e lasciati lì. L'episodio è stato denunciato anche dal presidente del centro Rinaldo Vanni, che ha temporaneamente ritirato le dimissioni che aveva presentato, nell'attesa che altri soggetti istituzionali (come i Comuni fuoriusciti nei mesi scorsi) tornino a sostenere il centro, oggi sorretto con decisione solo dalle associazioni.

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