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Vola la campagna per aiutare Ventignano

Vola la campagna per aiutare Ventignano

FUCECCHIO. La campagna a favore dei ragazzi della casa di Ventignano, i cosiddetti “ortolani coraggiosi” sta avendo molto successo. Cinque giorni fa Autismo Toscana ha lanciato sulla propria pagina...

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FUCECCHIO. La campagna a favore dei ragazzi della casa di Ventignano, i cosiddetti “ortolani coraggiosi” sta avendo molto successo. Cinque giorni fa Autismo Toscana ha lanciato sulla propria pagina Facebook l’hasthag #iostocongliortolanicoraggiosi per cercare di essere vicino e sostenere i progetti di vita degli ortolani coraggiosi di Ventignano e di tutte le persone con disabilità grave e per ribadire la loro contrarietà a qualunque ipotesi di istituzionalizzazione.

Da quel momento un grande movimento di persone si è stretto intorno ai nostri ragazzi condividendo l'hasthag. in pochi giorni questi i risultati al momento della pubblicazione di questo articolo: 9.016 visualizzazioni; 34.398 contatti; 234 condivisioni. La campagna nasce dietro la spinta del presidente di Autismo Toscana Marino Lupi, che ha voluto lanciare – tramite un video – un appello. Queste le sue parole: «Io sto con gli ortolani coraggiosi perché la vita è uguale per tutti, perché queste persone hanno diritto di provare a dare un senso e una dignità alla loro vita attraverso il lavoro: io sono dalla loro parte. Voi con chi state?». Il dottor Lupi si riferisce al grande lavoro svolto dai ragazzi autistici insieme agli operatori della cooperativa Sinergic@, grazie al quale possono imparare a lavorare la terra nelle campagne sanpierinesi, dietro la struttura a loro dedicata. Lo stesso Lupi nei mesi scorsi si era dimesso dai comitati di partecipazioni di Asl e Società della Salute, in aperta contestazione con la decisione (da parte della conferenza dei sindaci) di costruire di una “città dei disabili” a Empoli, finanziata con la vendita delle ville di Cerbaiola e Fucini. La casa di Ventignano, tra l’altro, da ormai un anno e mezzo ha ottenuto un appoggio sempre più crescente da parte della società civile: basti pensare a tutta la beneficenza raccolta in seguito al fulmine che colpì (danneggiandola gravemente) la struttura il 10 novembre 2014, che ripartì tre mesi dopo in maniera potenziata. La struttura, paradossalmente, è tornata più forte dopo quella sciagura che per puro caso non portò conseguenze gravi a operatori e ragazzi.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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