La protesta
Meningite, il professionista rimane in condizioni critiche
Il massese di 58 anni è ricoverato a Empoli: eseguita la profilassi su 70 persone. Vaccinati parenti e amici che erano entrati in contatto con il paziente
EMPOLI. "Le condizioni del malato rimangono molto critiche". Stazionarie ma sempre gravi. Questo il bollettino medico diramato dalla Asl Centro Toscana per il professionista di 58 anni, domiciliato a Fucecchio e residente a Massa, che è stato colpito da meningite di tipo C. L’uomo è arrivato all’ospedale San Giuseppe giovedì sera, 7 gennaio, con febbre alta, dolori e le classiche macchie rossastre (o petecchie) che indicano emorragie circoscritte e sono tipiche della meningite. E’ stato poi trasferito nel reparto di terapia intensiva.
Le analisi del laboratorio del Meyer di Firenze hanno confermato già da venerdì la diagnosi facendo scattare la profilassi per una settantina di persone tra familiari, parenti e persone che sono venute a contatto con lui per motivi di lavoro o per altre ragioni legate alle sue abitudini e passioni. Un numero limitato, rispetto ad altri casi, perché, per esempio, il professionista fucecchiese non era stato in locali pubblici per la notte di San Silvestro. Per cui nella mattinata di ieri la profilassi, nell’ambulatorio del Centro direzionale in via dei Cappuccini a Empoli, si è conclusa in poche ore. Così come a Massa dove sono state interessate dal trattamento solo alcune persone legate all’uomo. I soggetti che si sono presentati ieri mattina per la terapia antibiotica, tra l’altro, hanno avuto la possibilità di avere gratuitamente il vaccino quadrivalente.
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Sempre nella mattinata di ieri al numero messo a disposizione dal dipartimento di prevenzione di Empoli (per tre ore) sono state registrate numerose chiamate «ma non in quantità tale da metterci in difficoltà», ha spiegato Paolo Filidei, responsabile dell’unità di prevenzione malattie infettive trasmissibili dell’ex Asl 11.
Come, in effetti, è avvenuto molte altre volte nei mesi scorsi in una zona, quale l’Empolese Valdelsa, che ha pagato un caro prezzo per i casi di meningite di tipo C. A cavallo tra febbraio e marzo 2015, infatti, furono tre i decessi: Giovanni Locci di 13 anni a Cerreto Guidi, Mattia Brendaglia di 17 anni a Montelupo e Marta Corti di 34 anni a Vinci. Decorsi della malattia in tutti e tre i casi molto brevi ma estremamente aggressivi con i decessi avvenuti al massimo nell’arco delle dodici ore. Proprio nell’ultimo caso, alla fine di marzo, l’unità di crisi che era stata attivata dall’azienda sanitaria, aveva messo in campo competenze di alta specializzazione, come l’Ecmo team dell’azienda universitario-ospedaliera di Careggi, che era direttamente intervenuto per tentare una circolazione extracorporea, una procedura estrema. Che purtroppo, però, non riuscì a salvare la giovane donna.
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