Attenzione
Malato di meningite, decisive le prossime 48 ore
Le condizioni del professionista di Fucecchio ricoverato a Empoli restano critiche ma stazionarie, i medici non si sbilanciano
EMPOLI. Condizioni critiche ma stazionarie. Saranno decisive le prossime 48 ore per il 58enne colpito da meningite C. Se supererà questa fase ci saranno più possibilità che riesca a battere la malattia. Per il momento i medici dell’Asl - che monitorano costantemente la situazione - non si sbilanciano. Da giovedì sera l’uomo lotta tra la vita e la morte in un letto del reparto di terapia intensiva dell’ospedaledi Empoli. Il professionista, residente a Fucecchio ma domiciliato a Massa, era arrivato al San Giuseppe con febbre alta, dolori e macchie rossastre che indicano emorragie circoscritte.
[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.11150896:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2015/03/31/news/allarme-meningite-in-toscana-si-trasmette-per-via-aerea-determinante-la-vaccinazione-1.11150896]]
Le analisi di laboratorio, svolte il giorno successivo al Meyer di Firenze, hanno confermato la diagnosi: si tratta del primo caso di meningite C in Toscana nel 2016, il quarantesimo (considerando tutti i ceppi) dall’inizio del 2015. Ed è scattata la profilassi (nell’ambulatorio dell’Asl di Empoli in via dei Cappuccini, ma anche, in maniera più marginale, a Massa) per una settantina di persone tra familiari, parenti e persone che sono venute a contatto con lui per motivi di lavoro o per altre ragioni legate alle sue abitudini e passioni.
Un iter tristemente noto in particolare nell’Empolese Valdelsa, che ha pagato un prezzo carissimo: tre morti in cinquanta giorni, a cavallo tra febbraio e marzo dello scorso anno. Tre tragedie che avevano fatto scattare la psicosi con la conseguente corsa al vaccino, oltre a far partire il monitoraggio epidemiologico e l’indagine sul genoma del batterio.
A stanziare nella nostra zona è un ceppo particolarmente aggressivo, già noto nel mondo, che si chiama ST11. «Gran parte dei casi che abbiamo registrato da noi è di questo tipo - ha spiegato al nostro giornale Paolo Filidei, responsabile dell’unità prevenzione malattie infettive trasmissibili della ex Asl 11 - ora bisogna capire se è un fenomeno legato a una stagione come è avvenuto in Messico alcuni anni fa. Oppure è un fenomeno con caratteristiche diverse». E da un convegno che si è svolto di recente a Empoli è emersa l’ipotesi di uno studio sui portatori «che sono soprattutto giovani - spiega ancora il dottor Filidei - l’Istituto superiore della sanità sta valutando se portarlo avanti, capire se sia veramente utile insieme al monitoraggio epidemiologico e all’indagine sul genoma del batterio che sono già in corso». Intanto proseguirà fino giugno 2016, la campagna promossa dalla Regione che offre la vaccinazione gratuita a coloro che hanno tra gli 11 e i 45 anni di età.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
