Il Tirreno

Empoli

A rischio il Centro del Padule mancano all’appello 30.000 euro

di Marco Sabia
A rischio il Centro del Padule mancano all’appello 30.000 euro

I soldi promessi dalla Regione non sono ancora arrivati, la struttura nuovamente in crisi L’allarme di Italia Nostra: «Così si va verso la chiusura». Oggi c’è l’assemblea dei soci

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FUCECCHIO. Le nubi sul Centro di documentazione, ricerca e promozione del Padule di Fucecchio tornano a farsi fosche: la struttura, infatti, non ha ancora ricevuto i 30.000 euro promessi dall'ex assessore regionale all'ambiente Anna Maria Bramerini, che oggi ha passato il testimone a Federica Fratoni, ex presidente della provincia di Pistoia e soprattutto del centro di ricerca del Padule. Quei trentamila euro furono stanziati per coprire la falla derivata dal mancato contributo che solitamente la provincia di Pistoia metteva a disposizione, pari a 40.000 euro annui, a cui si aggiungono le quote dei singoli Comuni (1.500 euro) e delle associazioni (100 euro).

Il centro di ricerca ha un bilancio annuale che si attesta attorno ai 150.000 euro ed è chiaro che - senza quei trentamila euro - si aprirebbero degli scenari non proprio piacevoli per la struttura.

Oggi ci sarà una delicata assemblea dei soci nella sede di Castelmartini, alla quale il presidente Rinaldo Vanni si presenterà da dimissionario: nei mesi scorsi hanno lasciato anche le amministrazioni di Lamporecchio, Ponte Buggianese e Larciano, che quindi hanno portato ad una conseguente diminuzione delle risorse. C'è il rischio - ad oggi - che nel breve periodo la più grande area umida interna d'Italia e d'Europa si trovi senza qualcuno che ne curi la gestione, la manutenzione e la promozione. Anche perché il centro per ora sopravvive conquistando dei bandi e grazie al lavoro di trenta volontari, sotto la supervisione di due dipendenti.

Nel frattempo si stanno susseguendo gli appelli per salvare il centro. Dopo la lettera al presidente della Regione Enrico Rossi da parte di un'associazione della Val di Nievole, ora è il turno di Italia Nostra (sezione Medio Valdarno): «Recentemente - si legge nel comunicato - è venuto a mancare l’indispensabile contributo della provincia di Pistoia, oltre al ritiro della propria presenza di alcuni Comuni della Val di Nievole, complicando non poco la situazione economico-finanziaria del centro: come si può immaginare un eventuale mancato intervento decisivo, come quello della Regione, porterebbe al termine delle attività lavorative dei tecnici e, di conseguenza, a un desolante scenario con la chiusura del centro di ricerca. L’auspicio è che tutte le associazioni assicurino il proprio sostegno, come hanno sempre fatto, ma dobbiamo ricordare che tutelare il Padule di Fucecchio, zona umida d’interesse internazionale, deve rappresentare una priorità della pubblica amministrazione e in primo luogo della Regione, che deve anche attuare i propri impegni programmatici, che prevedono l’ampliamento dell'area protetta. Un aiuto ora è necessario, indispensabile, oggi più che mai».

Oltretutto le dimissioni di Vanni hanno mischiato ancor di più le carte, rendendo maggiormente incerta una situazione che di per sè non era comunque sicura e solida. IL Padule di Fucecchio ha un’estensione di circa 1800 ettari, divisi fra la provincia fiorentina e quella pistoiese; se pur ampiamente ridotto rispetto all'antico lago- padule che un tempo occupava gran parte della Valdinievole meridionale, rappresenta tuttora la più grande palude interna italiana, del quale il centro di ricerca si prende cura con competenza da ormai più di vent'anni. Del destino di questa struttura si discute da almeno un anno e mezzo, da quando la provincia di Pistoia annunciò che non avrebbe più corrisposto il consueto contributo per la gestione dell'area protetta del versante pistoiese: una somma indubbiamente importantissima, alla cui mancanza i dipendenti del centro hanno sopperito rimboccandosi le maniche il più possibile e cercando di ottimizzare al massimo, oltre a cercare di ottenere finanziamenti tramite bandi. Ora però, finchè la Regione non chiarirà la sua posizione sul destino del Padule, il centro rimarrà in questo limbo fatto d'incertezza e di sempre maggior penuria di fondi su cui poter contare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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