Sicurezza
I figli commossi: «Un’emozione indescrivibile»
Se l'amministrazione fucecchiese non ha gettato la spugna dopo il primo rifiuto da parte della prefettura, c'è da dire anche che i figli di Nencioni - Vasco e Luciano - hanno fatto di tutto per far...
Se l'amministrazione fucecchiese non ha gettato la spugna dopo il primo rifiuto da parte della prefettura, c'è da dire anche che i figli di Nencioni - Vasco e Luciano - hanno fatto di tutto per far capire che il loro padre avesse i meriti sufficienti per l'intitolazione della strada.
I due - nel gennaio dello scorso anno - si recarono nella nostra redazione (nella foto), per raccontare la vita "straordinaria" del loro genitore, che dopo essere sopravvissuto era tornato a fare il vetraio, utilizzando il tempo libero per andare nelle scuole a spiegare la triste epopea nazista, vissuta in prima persona. In quei giorni - dopo il no della prefettura - c'era comprensibile delusione: «Nostro padre - raccontarono - è andato per 60 anni nelle scuole a raccontare la sua prigionia, ma a noi non diceva niente. Andò in prigionia che era vetraio e tornò dalla guerra a fare il vetraio. Altri usarono quello che era successo per fare carriera. Lui no. Passava il tempo libero a incontrare gli studenti, gli operai. Senza mai mancare ad un pellegrinaggio nei lager». Oggi, invece, c'è commozione nelle parole dei figli, che hanno ricevuto la bella notizia mercoledì sera, a Epifania quasi conclusa: «Non ho pianto - racconta Luciano - per pudore ma ho provato una grandissima emozione quanto il sindaco Spinelli mi ha detto che la prefettura aveva accettato. Mio padre ha passato anni a raccontare la sua esperienza mentre nostro nonno non l'abbiamo nemmeno potuto conoscere, perché nei lager ha trovato la morte. Quanto siamo contenti? Da uno a dieci almeno venti. Fucecchio ci ha fatto trovare un fantastico regalo nella calza della befana: vogliamo ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato e li aspettiamo il 27 gennaio per l'inaugurazione». (m.s.)
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