Sicurezza
«Poteva accadere a ognuno di noi»
Il dolore degli amici del pensionato ucciso dal proiettile sparato da un compaesano, oggi l’autopsia
CERTALDO. Sguardi bassi, poche parole, tanto dolore. La comunità di Certaldo è ancora scossa per la tragedia avvenuta nella zona di ripopolazione di Tavolese dove il 63enne Giancarlo Leoncini ha perso la vita durante un abbattimento programmato di cinghiali, per un colpo di carabina.
Amici, conoscenti e i compagni di tante battute cercano di rialzare la testa e guardare avanti ma la tristezza e l'incredulità sono troppo grandi. Al Barrino di via Carlo Marx, dove Giancarlo ha lasciato tanti amici, il giorno dopo la tragedia non c'è molta voglia di parlare. Alcuni cacciatori sono rimasti a casa. Nella sala del circolo scorrono le immagini delle partite di calcio ma non c’è spazio per scherzi, sorrisi e sfottò.
Il lutto deve essere metabolizzato dai tanti clienti di uno dei principali luoghi di ritrovo del paese e che veniva frequentato dallo stesso Giancarlo. In quel bar infatti quotidianamente si ritrovano tanti cacciatori che condividono la stessa passione; quegli stessi amici che facevano parte del gruppo di Certaldo che si era ritrovato martedì mattina per una battuta autorizzata dalla Città Metropolitana in una zona dove gli ungulati - come stabilito dal Piano faunistico regionale - non possono stare.
«Una tragedia che ci lascia a bocca aperta» dice uno di loro rompendo il silenzio, mentre al suo fianco un altro cacciatore sottolinea «che poteva succedere a ognuno di noi di ritrovarsi lungo quella traiettoria di tiro».
Da una parte c’è il dolore per la morte di Giancarlo, ma dall’altra anche la solidarietà e la vicinanza ad Alberto Falorni, 70 anni, anche lui certaldese, che dalla sua carabina 3006 ha fatto partire il colpo letale, quando il cinghiale, “spinto” dai cani, era sulla traiettoria tra lui e Leoncini. Un errore forse dovuto ad un eccesso di sicurezza che è costato caro. Il proiettile - secondo una prima ricostruzione - ha mancato l’animale e ha ucciso il pensionato, che occupava un’altra “posta”, a un centinaio di metri di distanza, centrandolo al torace.
Erano una trentina i cacciatori presenti a Tavolese, in un’area non molto distante dalla strada che collega Certaldo alla frazione di Marcialla. «Tutta gente esperta» assicurano dall’associazione venatoria locale e dalla Regione Toscana.
Intanto nella giornata di oggi è prevista l'autopsia sul corpo di Giancarlo Leoncini; sarà effettuata all'istituto di medicina legale di Firenze e potrà aiutare il pm Paolo Barlucchi - che nelle prossime ore sentirà Falorni, ma anche tutti i testimoni dell’incidente - ad avere ulteriori elementi per chiarire la dinamica.
Quindi la salma sarà restituita alla famiglia, con la moglie Giuliana e i figli Genny e Gianluca che potranno fissare il funerale.
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