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Ucciso durante la battuta al cinghiale, gli amici sotto choc: «La caccia era la sua passione»

Ucciso durante la battuta al cinghiale, gli amici sotto choc: «La caccia era la sua passione»

Certaldo: il pensionato lascia la moglie e due figli Il cordoglio del sindaco Giacomo Cucini

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CERTALDO. Quel colpo di carabina 3006 esploso nelle vicinanze del lago di Tavolese, con il proiettile che ha trapassato il corpo di Giancarlo Leoncini all’altezza del torace, ha fatto piombare nel lutto un’intera comunità. E in particolare gli amici con i quali condivideva la passione per la caccia. La stessa che ieri mattina l’ha portato a partecipare all’abbattimento di cinghiali nella zona di ripopolamento. Una zona impervia, raggiungibile da via Tavolese attraverso una strada sterrata lunga quasi un chilometro, in mezzo al bosco. Dove Giancarlo è stato colpito mentre si trovava nella sua “posta”, da un compagno di caccia e compaesano. E gli amici lo hanno visto morire, impotenti, in pochi istanti, prima ancora che arrivassero i soccorritori. Tra i compagni di caccia c’era anche Paolo Volpini, che si fa portavoce del dolore dell’intera squadra. Dove, ovviamente, c’è poca voglia di parlare di fronte al corpo senza vita di un amico: «È stata una tragedia, non c’è nient’altro da aggiungere».

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Il pensionato viveva a Certaldo, in via Stradella Vecchia, con la moglie Giuliana; aveva due figli, Genny e Gianluca e due nipoti. Leoncini era nato poco lontano, a Vico d’Elsa, coltivava da anni la sua grande passione, quella per la caccia ed era iscritto al circolo Arci di Certaldo. In passato aveva avuto varie esperienza nel mondo del lavoro. In molti, in paese, lo ricordano quando a bordo della drogheria Orsi, che consegnava le bottiglie d’acqua minerale ai locali della zona e a domicilio.

In seguito invece aveva lavorato anche come macellaio al Salumificio Piacenti di Badia a Elmi, frazione di San Gimignano, dove ha lasciato un grande ricordo fra tutti i dipendenti. Tra l'altro una volta conclusa questa esperienza - nel 2010 - fece ulteriori piccoli lavoretti a San Donato, per poi andare in pensione e dedicarsi nel tempo libero alla passione della caccia, soprattutto per lepri e cinghiali.

Un messaggio di cordoglio è arrivato anche da parte dell'amministrazione comunale di Certaldo con il sindaco Giacomo Cucini che ha voluto far sentire la vicinanza del paese alla famiglia per questa tragedia avvenuta nella campagna locale.

In passato Giancarlo si era impegnato anche nel mondo del volontariato. In particolare aveva collaborato con Elitropia, associazione culturale con lo scopo di promuovere ed incentivare la storia, le origini, la cultura e le tradizioni di Certaldo e del suo territorio, con particolare riferimento alla figura di Giovanni Boccaccio.

Domani mattina all’istituto di medicina legale di Firenze sarà effettuata l’autopsia; poi la salma sarà restituita alla famiglia, che potrò fissare il funerale.

Giacomo Bertelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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