Il Tirreno

Empoli

Muri delle case come latrine

di Alessandro Marmugi
Muri delle case come latrine

Vicino alla stazione protesta per i bisogni fatti accanto a negozi e portoni

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EMPOLI. Alzi la mano chi non ha mai ha avuto l’improvviso e impellente bisogno di andare in bagno mentre si trova in giro. Magari nel bel mezzo di una passeggiata serale e, maledetta sfortuna, nei paraggi non c’è un bagno da poter utilizzare. C’è chi si attiva alla spasmodica ricerca del gabinetto, ma c’è anche chi ama fare le cose in modo più naturale. Magari si ferma ad una piazzola di sosta in autostrada o vicino ad un cespuglio appartato. Più curioso è però vedere che c’è chi si diverte a fare pipì praticamente di fronte alle porte di casa e a due passi dalle vetrine dei negozi. Succede in via Tripoli in un palazzo di nuova costruzione che affaccia proprio di fronte al parcheggio a due piani della stazione ferroviaria. Qui si trova un enorme porticato che qualcuno ha probabilmente scambiato per un vero e proprio gabinetto a cielo aperto. In effetti il luogo in questione sembra l’ideale per chi viene colpito da un bisogno impellente che proprio non può trattenere. I due lati di una colonna che affaccia sulla strada coprono completamente la visuale a chi passa a piedi o illumina l’area con i fari delle auto: si può dunque agire lontano da occhi indiscreti. E così ogni notte decine e decine di furbacchioni si appostano alla colonna e, indisturbati, fanno quello che devono fare. Sporco, cattivi odori e aloni imbarazzanti sono diventati una sgradevole routine per chi lavora e vive nello stabile e così i proprietari del palazzo hanno deciso di correre ai ripari. Sul colonnato, ormai diventata un vero e proprio must per i cultori del bisogno all’aria aperta è stato affisso un cartello decisamente eloquente: “divieto di orinare” accompagnato da un simbolo che fa pipì in mezzo di strada. Il tutto accompagnato dall’avviso della presenza di telecamere che con il loro occhio sono pronte a cogliere in flagrante i maleducati. Un avvertimento che però non sembra aver scoraggiato i passanti, visto che nonostante la minaccia delle riprese video ogni sera qualcuno, preso da irrefrenabile stimolo, mette i gioielli di famiglia in libertà. «Questo cartello è stato affisso da diverso tempo – spiega Paolo Manzi che nel palazzo ha la sua agenzia di comunicazione – ma qualcuno continua a ignorarlo. Purtroppo manca un po’ di senso di civiltà, sono atteggiamenti che potrebbero essere tranquillamente evitati». Da poco nello stabile ha aperto un forno-alimentari “C’era una volta”che deve fare i conti con la spiacevole situazione. «Noi siamo qua da poco – spiega Michela Alexescu – abbiamo subito notato il cartello. Non si tratta solo di un problema dello stabile ma anche sul marciapiede di fronte passando al mattino si notano lo sporco e si sentono indistintamente i cattivi odori». E c’è anche chi giura di vedere le stesse persone recarsi ogni sera, quasi alla stessa ora, alla famigerata colonna: insomma veri e propri orinatori seriali. Quando cala la notte il via vai è continuo, la zona è stata letteralmente presa di mira e trasformata in una sorta di gabinetto pubblico. Completa mancanza di senso civico e maleducazione, ecco quello che c’è alla base di questi comportamenti, ma chi si trova in centro città e proprio non può trattenerla non è che abbia così tante possibilità di trovare un bagno a disposizione. Cattivi odori sono stati segnalati anche in via Marchetti. Nella zona del giro non ci sono bagni pubblici, o meglio ce ne sarebbe uno in piazza Matteotti ma è fuori uso e dopo essere stato ripulito all’ esterno qualche mese fa dagli “angeli del bello” oggi è tornato ad essere pieno di scritte. Basterà allora andare alla stazione ferroviaria. Eh no, perché o si ha qualche spicciolo o la pipì non si può fare visto che i nuovi bagni autopulenti sono diventati a pagamento. Qualcuno prova a infilarsi nei bar ma è sempre bene avere il portafoglio. Molti commercianti del centro infatti, esasperati dal continuo via vai di persone all’interno dei locali, hanno deciso di mettere l’utilizzo del bagno a pagamento. Cinquanta centesimi il costo da pagare in alcuni locali, altri invece alla porta hanno inserito una sorta di lucchetto elettronico. Per entrare serve digitare un codice presente sullo scontrino: per andare in bagno dunque è obbligatorio consumare. Qualche comune ha provveduto ad arginare il fenomeno della pipì in pubblico con delle salate multe e chissà che prima o poi non venga istituzionalizzato anche a Empoli questo “divieto di orinare”.

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