Il Tirreno

Empoli

Impossibile rimuovere i contenitori di vestiti

di Marco Sabia
Impossibile rimuovere i contenitori di vestiti

Per i continui assalti a cui sono sottoposti il Comune ha chiesto di eliminarli Ma la proposta è stata bocciata perché lo dovrebbero fare tutti i Comuni

2 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Niente da fare: il progetto del Comune di Fucecchio che prevedeva la rimozione dei raccoglitori gialli dei vestiti per evitare gli assalti che si sono susseguiti è stato bocciato da Publiambiente. L’idea era stata proposta dall’assessore all’ambiente Silvia Tarabugi, proprio per cercare di arginare un fenomeno di recente comparsa; uno fu anche tolto, quello più colpito in via Marco Polo, dove i vestiti erano stati portati via a più riprese. Dopo i colloqui fra amministratori fucecchiesi e Publiambiente è però emerso che, visto che il regolamento per la raccolta dei vestiti è unico in tutto l’Empolese Valdelsa, qualsivoglia modifica deve interessare tutti e undici i Comuni e non soltanto uno, come nel caso di Fucecchio.

In poche parole il Comune non può di propria iniziativa rimuovere questi cassonetti, senza l’avvallo di Publiambiente, che non l’ha concesso per i motivi prima elencati. E – nonostante a Fucecchio il problema sia più sentito che in altri Comuni limitrofi – la strada che aveva intrapreso l’assessore Tarabugi per Publiambiente non è percorribile. Per questo, come ha spiegato la stessa Tarabugi, si stanno vagliando altre ipotesi:«Per ora Publiambiente, per motivi di regolamento condiviso, non rimuoverà i raccoglitori gialli dei vestiti. A questo punto la soluzione potrebbe essere rappresentata dall’accordo con un’associazione che se ne occupi; oppure sistemare i cassonetti in zone più presidiate, dove siano più visibili e quindi meno “attraenti” per chi vuole portarne via i vestiti senza farsi beccare». La dinamica è sempre più o meno la stessa: chi vuole porta i vestiti vecchi e/o usati al cassonetto e ce li infila; a volte, tuttavia, in tanti li lasciano fuori, o perché il cassonetto è pieno o perché non hanno voglia di compiere l’operazione. A quel punto arrivano i disperati – spesso extracomunitari – che in alcuni casi entrano dentro a mezzobusto nel cassonetto (rischiando di farsi male e di rimanere bloccati nel sistema a leva di chiusura), per tirare fuori quello che c’è; nascono dei veri e propri bazar della disperazione, dove questi individui - specie in estate – si misurano i vestiti all’aria aperta e poi lasciano a terra ciò che era troppo grosso o piccolo oppure troppo utilizzato. Vista la situazione il Comune potrebbe pensare di porre questi cassonetti in zone dove sono presenti delle telecamere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore