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«Anche il circondario ha i suoi Marchionne»

«Anche il circondario ha i suoi Marchionne»

Vicenda Le Soluzioni, Rossi torna alla carica: «Fuori chi si è rivolto alla Cgil e i sindaci tacciono»

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EMPOLI. Va avanti la battaglia tra Le Soluzioni, azienda partecipata che svolge servizi integrati per alcune multiutilities toscane, e la Cgil per la vicenda che riguarda i circa 50 operatori interinali dei call center. Il sindacato, infatti, interviene di nuovo per denunciare l'atteggiamento discriminatorio nei confronti di una parte di questi lavoratori. Per la maggior parte dei 50, dopo che inizialmente non era stato loro rinnovato il contratto, l'azienda sta procedendo alla riassunzione a tempo determinato. «Ma guarda caso i 15-20 lavoratori che si erano rivolti a noi per denunciare il mancato rinnovo del contratto – spiega Rossano Rossi, segretario della Camera del Lavoro di Empoli – e che hanno inteso portare avanti una vertenza per somministrazione fraudolenta di lavoro, non rientrano tra i nuovi assunti. Insomma, chi intende far rispettare i propri diritti non è ben accetto. Un comportamento un po' alla Marchionne, che agì nello stesso modo con gli operai dello stabilimento di Melfi iscritti alla Fiom. L'aggravante in questo caso è che si tratta di un'azienda pubblica, la quale tra i suoi soci annovera gli 11 Comuni del circondario». Dopo l'apertura tra le parti che era arrivata con l'accordo sugli oltre 50 letturisti assunti tra l'inizio del 2015 e il dicembre scorso (35 nella prima tranche a gennaio dello scorso anno e altri 17 pochi giorni prima di Natale, tutti con contratto FedergasAcqua), la nuova rottura nelle relazioni è arrivata poche settimane fa. Fu la Cgil, infatti, a denunciare il mancato rinnovo del contratto per 50 interinali che operavano nei call center (con contratto delle Telecomunicazioni). A cui era seguita la vertenza per somministrazione fraudolenta e la richiesta di dimissioni del cda della partecipata. «Quella vertenza è ancora in corso – continua Rossi – e traeva origine dal fatto che Le Soluzioni negli anni ha abusato della pratica del contratto interinale. Negli anni si sono avvicendati oltre 400 interinali, utilizzati per pochi mesi e poi lasciati andare. Noi ad agosto scorso avevamo proposto all'azienda un protocollo che in qualche modo sanasse la situazione: avevamo chiesto che gli interinali avessero un diritto di precedenza per le nuove assunzioni. Ma abbiamo ricevuto un rifiuto. Il tutto mentre negli stessi giorni siamo arrivati ad un accordo molto simile con un'altra azienda pubblica del territorio, Publiambiente». Adesso un nuovo motivo di scontro infiamma questo inizio di anno. «Hanno incolpato noi sindacati di averli costretti ad appaltare parte del lavoro ad un altro call center di Roma (Acea800, che gestisce il servizio per Acea, ndc), quando invece avrebbero potuto assumere i lavoratori che già avevano. Adesso hanno cominciato a farlo, proponendo contratti a tempo determinato e facendo firmare delle liberatorie in cui si impegnano a non fare vertenza all'azienda. Così quelli che avevano tentato di far valere i propri sacrosanti diritti sono rimasti fuori, nel silenzio assordante della politica».

Marco Pagli

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