Finanza
Innovare per non perire le idee di Bugli per il 2016
Ecco come il braccio destro del presidente Rossi scaccia il pericolo per l’Empolese Valdelsa di diventare periferia nella Città metropolitana
EMPOLI. Fusioni di comuni, riforma sanitaria, 429, ripresa economica, sicurezza. Vittorio Bugli, assessore regionale alla presidenza con deleghe pesanti tra cui biancio e tributi, prova ad immaginare il futuro dell'Empolese Valdelsa nell'anno che verrà. Un territorio che conosce bene, lui che fino al 2004 ha fatto il sindaco del comune capofila. Ma che in questi dieci anni è cambiato molto. Un bacino di oltre 170mila cittadini scosso dai colpi della crisi economica, che ha lasciato sul campo migliaia di posti di lavoro e che ancora non fa intravedere – nel migliore dei casi - che timidi segnali di ripresa. E allo stesso tempo un'area attraversata da un riassetto istituzionale e sociale importante e preoccupata di risvegliarsi periferia. L'accorpamento dell'Asl 11 in un'area vasta che comprende anche Prato, Pistoia e Firenze. La transizione dalla provincia di Firenze alla Città metropolitana e un ruolo per l'Unione tutto da riprogrammare. La perdita di servizi (il tribunale, solo per citarne uno) e il timore da parte di forze sociali ed economiche (emblematico ciò che sta avvenendo all'interno di Cna, con i territori che reclamano autonomia rispetto al capoluogo) di non riuscire più a far sentire la propria voce. «Ma di fronte alle difficoltà – afferma Bugli – la risposta più forte che possiamo dare è quella dell'innovazione. L'Empolese Valdelsa è un territorio che si è sempre fatto trovare pronto per il cambiamento, in tutti i campi. E sono convinto che non si farà spaventare dalle nuove sfide che sarà chiamato ad affrontare».
L'innovazione. Partiamo proprio dal profilo istituzionale e da come potrebbe essere ridisegnata l'area in questo nuovo anno. Il sindaco di Empoli, Brenda Barnini, pochi giorni fa ha premuto l'accelleratore sul processo di fusione dei comuni. «Credo che la strada tracciata da Brenda sia quella giusta. Unire e semplificare devono diventare le linee guida per un processo in cui c'è molto da guadagnare e poco da perdere. Nel bilancio regionale che abbiamo da poco approvato c'è un impegno forte in questo senso. Abbiamo messo risorse aggiuntive per i comuni fusi, che andranno ad aggiungersi all'esonero dal Patto di stabilità. Inoltre, abbiamo inserito tutta una serie di incentivi non legati ai trasferimenti di fondi, come ad esempio una corsia preferenziale per questi enti nell'aggiudicazione dei bandi europei, statali o regionali che siano». Il sindaco Barnini ha parlato di un progetto di fattibilità da presentare entro i primi mesi dell'anno. È già possibile fare qualche ipotesi di fusione? «Mi sembra prematuro parlare di questo. Di certo ci sono territori che hanno elementi di vicinanza tali da rendere un'eventuale fusione più facile. Un processo del genere, però, non si può calare dall'alto. Questi percorsi vanno fatti coinvolgendo i cittadini, spiegando loro cosa abbiamo intenzione di fare e ascoltando quali sono le loro preoccupazioni, le idee e i suggerimenti». Questo processo, però, sembra mettere una pietra tombale su un ente come l'Unione dei Comuni. «Prima di buttare via un esempio di integrazione come questo, che ha una storia e che ha rappresentato in passato un elemento di innovazione importante, ci penserei due volte. Detto questo è necessario mettersi nell'ordine di idee che l'Unione dei Comuni non basta più, non è più sufficiente ad affrontare le sfide che abbiamo di fronte. L'orizzonte adesso è un altro, più alto, e si chiama Città metropolitana. Ampliare il raggio d'azione è determinante per essere più forti e agganciarsi al futuro. Come starci dentro, questa è la vera sfida. Credo che l'area abbia tutte le risorse per continuare a far sentire la propria voce, ma serve un fronte unito di tutti: istituzioni, associazioni, categorie economiche, forze sociali, volontariato».
La riforma della sanità. Cosa succederà con l'accorpamento delle Asl e cosa si devono aspettare i cittadini? «Sicuramente si tratta di una prova difficile. Ma l'accorpamento era l'unica strada percorribile per riuscire a salvare il sistema sanitario toscano. Anche in questo caso si è imposta una scelta di aggregazione e di ottimizzazione delle risorse e delle scelte. Ci saranno meno centri decisionali e ogni territorio sarà chiamato a diversificare i servizi offerti. E' possibile pensare di avere un solo dipartimento per le analisi, per la distribuzione dei farmaci o per lo sviluppo tecnologico. Ripeto, è una strada difficile. Ma l'Empolese Valdelsa l'ha già intrapresa in passato, quando decidemmo di avere un solo grande ospedale e di diversificare l'offerta di Fucecchio e Castelfiorentino con centri specialistici all'avanguardia». Sicurezza. C'è un altro punto che sta destando non poche preoccupazioni sul territorio ed è quello legato alla sicurezza. «I dati forniti da prefetto e questore non indicano un peggioramento. Tuttavia gli episodi avvenuti negli ultimi mesi non sono da sottovalutare. C'è sicuramente un problema legato ai furti, ma questo non è l'unico segnale da prendere in considerazione. Quanto accaduto pochi giorni fa al giovane di Castelfiorentino, insultato e preso a sassate perché gay, deve farci riflettere e deve indicare delle contromisure da prendere». Tra le molte deleghe che già ha come assessore regionale, ce n'è una che potrebbe aggiungersi: quella alla sicurezza. C'è qualcosa in particolare che la politica può fare? «Nel bilancio regionale siamo riusciti a liberare delle risorse da investire su questo delega. Anche qui credo che si debba puntare sull'innovazione: ci sono esempi che arrivano dall'estero che potrebbero essere portati sul territorio. Tutta la partita legata alle smart city, su cui Empoli sembra già pronta a dire la sua, potrebbe essere implementata. Penso a tutti quegli strumenti elettronici che permettono di monitorare la situazione di una città e che permetterebbero di fare anche una programmazione delle priorità e delle necessità». Ma questo sembra di capire che non basti. «Infatti. C'è da lavorare molto sul coinvolgimento dei cittadini: presidi sociali, riappropriazione degli spazi pubblici, un ruolo da protagonista che la cittadinanza può e deve giocare per eliminare le sacche di degrado. Chiudersi in casa non può essere la risposta. Anzi, non reagire alla paura in maniera collettiva aumenta ulteriormente la percezione di insicurezza».
Economia. Paura, insicurezza, chiusura. Il discorso potrebbe estendersi anche alla situazione economica. La crisi qui ha picchiato duro e continua a farlo. La Cgil nel bilancio di fine anno ha detto chiaramente che la ripresa non c'è e che i segnali per il futuro sono tutt'altro che positivi. «Veniamo da una fase difficilissima. La crisi economica ha colpito tutti i territori, ma dal mio osservatorio regionale posso dire che ci sono aree che hanno subito contraccolpi ancora maggiori rispetto all'Empolese Valdelsa. Non sottovalutare gli effetti, ma allo stesso tempo non drammatizzare. Questo territorio ha radici forti, ci sono realtà imprenditoriali dinamiche e capaci di intercettare la crescita. Bisogna concentrarsi sui segnali positivi e lavorare per incrementarli». Quale sarà il ruolo giocato dalla Regione? «La manovra che abbiamo varato parla chiaro. Rimane forte l'impegno per le fasce deboli, per l'assistenza, per l'istruzione. Non abbiamo ritoccato le tasse e questo mi sembra già molto in un contesto di revisione della spesa e di quadratura dei conti. Ma per riuscire ad agganciare la ripresa c'è bisogno di investimenti e la Regione ha messo risorse e impegno: le infrastrutture, l'edilizia scolastica, la viabilità». Ecco, appunto, chiudiamo proprio con la viabilità. A che punto è la 429? «Ci sono state difficoltà in passato che hanno dato un'impressione di stallo. Ma la situazione adesso si è sbloccata. La Regione ha stanziato risorse per i tre lotti già messi a bando dalla Provincia: c'è già una data, il 2017, per la conclusione del primo lotto Empoli-Castelfiorentino. Mentre per l'ultimo lotto partirà a breve la gara. Non c'è più tempo da perdere».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
