Il Tirreno

Empoli

Oltre 3,5 milioni di multe non pagate

Comuni alle prese con l’evasione, tempi biblici per l’incasso

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EMPOLI. Oltre tre milioni e mezzo. È la cifra corrispondente alle sanzioni per il mancato rispetto del codice della strada che i Comuni dell’Empolese Valdelsa devono riscuotere. Una bella somma, visto che il bilancio complessivo delle entrate dell’Unione ammonta a 38 milioni. E che potrebbe far scattare, nelle prossime settimane, un’azione più decisa da parte delle amministrazioni per provare a recuperare i soldi non pagati dai cittadini.

Un’operazione comunque non semplice, come sottolinea il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia, che ha la delega al bilancio all’interno della stessa Unione: «Ci stiamo provando, ma si tratta di procedure lunghe. Se poi aggiungiamo la possibilità che le persone hanno di presentare eventuali ricorsi, i tempi diventano praticamente infiniti». Gli oltre tre milioni (3.696.000 per l’esattezza) si riferiscono agli anni 2012, 2013 e 2014. Solo per il 2014 le entrate previste nel bilancio dell’Unione dei Comuni alla voce relativa alle sanzioni per la violazione del codice della strada erano di 2,2 milioni. Ma ne sono stati incassati 1,6 milioni.

Il peso dei mancati pagamenti. È il classico effetto della crisi che grava sulle spalle di tutti, visto che si tratta comunque di soldi che mancano alle casse degli enti pubblici. «È vero - riprende Torchia - il mancato pagamento di multe e contravvenzioni pesa sulle casse dei Comuni ed è vero che, in molti casi, i mancati pagamenti sono da imputare alle ristrettezze economiche con cui hanno a che fare sempre più famiglie da alcuni anni a questa parte. Ma sono numerosi anche i cittadini che, pur avendo la possibilità, scelgono semplicemente di non pagare. E se nei confronti dei meno abbienti abbiamo una serie di strumenti per venire loro incontro, come la rateizzazione, per i “puri evasori” le contromisure ci sono e saranno messe in campo».

Svalutazione dei crediti. Le cartelle esattoriali, quindi, sono “l’arma” che le amministrazioni utilizzano per rientrare in possesso del denaro mancante. Intanto, però, nel bilancio dell’Unione dei Comuni il 25% dei tre milioni e 696mila euro sarà inserito alla voce “entrate”. Mentre il restante 75% sarà scritto nel fondo di svalutazione crediti. «La normativa ci impone questa suddivisione - dice ancora il sindaco di Vinci - perché altrimenti i bilanci rischierebbero di non tornare».

Lotta dura da vincere. Quello dei tributi non riscossi è un fardello con cui gli enti pubblici combattono in maniera pressoché quotidiana. Il Comune di Vinci, per esempio, nell’ultimo periodo ha recuperato 500mila euro di tasse sugli immobili non pagate. «Soldi relativi agli anni 2011 e 2013 - sottolinea il sindaco - Nel primo caso si tratta dell’Ici, nel secondo dell’Imu. La sostanza, però, non cambia. È stato importante recuperare quel denaro. Ma la lotta contro l’evasione è davvero dura da vincere».

Andreas Quirici

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