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Lo stadio? Al 70% si fa, ma paga tutto l’Empoli

Lo stadio? Al 70% si fa, ma paga tutto l’Empoli

A carico del club anche l’impianto per l’atletica. E «nessun ostacolo a Conad, non faccio spesa solo alla Coop»

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EMPOLI. «Lo stadio? Al 70% si farà». Ovviamente il sindaco fa riferimento all’ipotesi di restyling del Castellani, proposta dall’Empoli. Perché l’alternativa che Barnini aveva messo sul tavolo nei mesi scorsi, con la realizzazione di un nuovo impianto a Viaccia, a spese del club, non è stata neanche citata in sede di conferenza stampa di fine anno.

Ormai è chiaro che l’unica strada percorribile è quella dell’Enegan Stadium (completamente coperto, con una capienza di 20.000 posti e 6.000 metri quadrati di spazi commerciali): «Sono stati depositati gli studi di fattibilità. Entro la fine di gennaio ci rivediamo con la società per portare avanti la questione. Se l’Empoli ha le risorse non sarò io a dire di no al nuovo Castellani. Diciamo che siamo sulla buona strada: se il cammino per arrivare a un accordo era di 100 metri, ne abbiamo percorsi 70. L'obiettivo sarà, entro il 2016, definire tutto e mettere un punto sulle opere di contorno, fra queste intendo anche la pista di atletica e il nuovo impianto che andrebbe a ospitarla e che deve essere pagato completamente dal club». E c’è spazio anche per una battuta: «Servono tanti soldi? Il Comune non ha giocatori da vendere... La società ha detto che nel mercato di gennaio non partirà nessuno, vediamo cosa succederà a giugno». Intanto il sindaco fissa l’obiettivo: «Voglio arrivare a un progetto valido e buono per Empoli e per l'Empoli Fc».

Al di là delle scelte di Conad, che da un lato ha un accordo con il club di Corsi per realizzare un supermercato all’Enegan Stadium e dall’altra sta anche trattando con la proprietà dell’ex cinema Cristallo, dove potrebbe aprire un punto vendita: «Il suo arrivo sarebbe arricchirebbe la nostra città con il recupero anche dell'immobile e andrebbe a riqualificare così un’area a due passi dal centro storico, rilanciando ulteriormente la zona». Dunque non c’è nessun tentativo di ostacolare l’arrivo in città di Conad e per sottolinearlo Barnini si affida ancora all’ironia: «Noi non abbiamo mai frenato l’ingresso di Conad in città. Io non faccio la spesa soltanto alla Coop, vado anche altrove...».

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