Gioco
«È l’ora delle fusioni entro sei mesi una nuova cartina»
L’accelerata è accompagnata da un monito ai colleghi «Non si può ostacolare una rivoluzione per una rielezione»
EMPOLI. «Abbiamo sei mesi di tempo per mettere a punto la nuova cartina dell’Empolese Valdelsa, con le ipotesi di fusioni. Da lì partirà il confronto». Dopo un anno di chiacchiere, Barnini prova a fissare un “paletto” su un argomento che finora da queste parti ha perso la sfida con i campanili. Ne hanno parlato tutti, dai sindaci ai rappresentanti delle categorie, passando per sindacalisti e politici di tutti gli schieramenti. In tanti hanno sottolineato la necessità di tagliare gli enti «per ridurre i costi e migliorare i servizi», slogan bipartisan, rimasto tale. In particolare da quando la stessa Barnini, esattamente un anno fa, lanciò la proposta: «Serve un maxi-Comune tra Empoli, Vinci, Capraia e Limite», suscitando un certo imbarazzo tra i suoi colleghi direttamente coinvolti. Così come da anni, tanto per fare un esempio, si parla della fusione di Gambassi Terme e Montaione, frenata dagli attuali sindaci dopo lo slancio dei loro predecessori.
Sull’argomento, ecco “Barnini-2, un anno dopo”: «In quell’occasione ho tirato il sasso nello stagno, era necessario fare qualcosa per portare il tema all’attenzione di tutti. Ora però, insieme agli altri sindaci, dobbiamo fare dei passi concreti». Non si sbilancia sulle ipotesi, né sulla tempistica: «Credo che nel ridisegnare la cartina dell’Empolese Valdelsa dovremo farci guidare dalle relazioni naturali che esistono sul territorio; parlo, per esempio, degli intrecci casa/lavoro e casa/studio. L’importante è arrivare a una proposta con l’ambizione e la volontà di fare il salto di qualità». Facendo prevalere l’interesse collettivo rispetto a quello strettamente personale, magari legato a una rielezione nel 2019: «Non so se tra 3 anni e mezzo voteremo per l’elezione di sindaci di Comuni più grandi. E non so neanche se attraverso le fusioni si arriveranno ad avere 3, 4, 5 o 6 Comuni. Ma sicuramente il valore di una candidatura non può essere paragonato a quello di un’operazione che darà frutti da qui ad almeno i prossimi 60 anni: dobbiamo essere tutti pronti a fare un passo indietro in funzione di una rivoluzione amministrativa del territorio».
Sotto la spinta di una volontà politica forte: «Oggi c'è una forte convergenza nel gruppo dirigente. Siamo sindaci espressione di una parte politica che è indirizzata tutta verso le fusioni. Il segretario regionale del Partito democratico, Dario Parrini, ha dato una forte spinta in questa direzione».
Quindi il compito dei sindaci è di creare una cartina da utilizzare come base di partenza in vista di un confronto a 360 gradi: «Dobbiamo arrivare a dare una definizione del progetto che andrà discusso poi con i cittadini, le parti sociali ed economiche». Per arrivare a un assetto amministrativo snello «che dia risposte più efficaci ai bisogni dei cittadini». Anche perché, per dirla concretamente, gli enti che si uniscono - oltre a ricevere incentivi - sono sollevati dal rispetto dei vincoli alla spesa: «Grazie al “congelamento” del patto di stabilità, a Empoli apriremo cantieri per 10,5 milioni. Ma il provvedimento del governo riguarda soltanto il 2016 e dal 2017 potremmo ritrovarci nelle stesse condizioni degli anni scorsi, con i soldi in cassa e l’impossibilità di spenderli. Le fusioni - conclude il sindaco Barnini - ci permetterebbero di scongiurare questo rischio». (f.t.)
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