Sicurezza
Case popolari, stop ai falsi poveri e più paletti per gli stranieri
Priorità a chi vive o lavora in zona da 5 anni, escluso chi ha beni mobili che valgono più di 25.000 euro Tante novità nel bando per l’assegnazione degli alloggi in 10 Comuni, ecco come fare domanda
FUCECCHIO. E’ stato pubblicato il bando per l’assegnazione delle case popolari nei Comuni dell’Empolese Valdelsa, ad eccezione di Montelupo che ha realizzato un bando in proprio (la graduatoria è già disponibile). Una vera e propria rivoluzione, in ottemperanza alle normative della nuova legge regionale in merito. Tra le novità più significative ci sono: l’obbligo di risiedere o lavorare stabilmente sul territorio da almeno cinque anni; non possedere beni mobili (auto, moto, camper, ecc.) registrati del nucleo familiare per un valore superiore a venticinquemila euro (esclusi quelli strettamente connessi all'attività lavorativa); non possedere alcuna proprietà immobiliare (compresi diritti di uso o usufrutto); assegnazione di un punteggio maggiore a chi è in graduatoria da almeno quattro anni oppure risiede da almeno dieci anni; assegnazione di maggior punteggio a chi ha in famiglia un anziano o di un disabile; assenza di precedenti occupazioni abusive di alloggi popolari. Il nuovo sistema di contro non sarà premiante su quelle persone che arrivano da situazioni di sfratto, in particolare da sfratti per morosità, salvo che il debito sia stato estinto prima della presentazione della domanda.
Dall’altra parte ci sarà spazio anche per le coppie gay, visto che in sede di approvazione del regolamento è stato votato all’unanimità (nel consiglio dell’Unione) un emendamento – presentato dalle opposizioni – nel quale si fa esplicito riferimento alla parificazione di coppie gay ed etero nella formazione delle graduatorie per gli alloggi.
Fino al 26 febbraio 2016 sarà possibile fare domanda per l'assegnazione in locazione semplice di alloggi di edilizia residenziale pubblica, che si renderanno disponibili nel Comune del circondario Empolese Valdelsa dove si ha la residenza o dove si svolge la propria attività lavorativa. Nel caso in cui più domande raggiungano lo stesso punteggio la commissione assegnatrice si baserà in maniera decrescente sul reddito convenzionale (il reddito imponibile annuo di tutti i componenti del nucleo familiare, ridotto di € 1.549,37 per ogni componente oltre i due).
Qualora anche il reddito convenzionale sia lo stesso entra in campo l’ordine cronologico di presentazione della domanda. Il reddito massimo del nucleo familiare non deve comunque superare i 16.000 euro, da computarsi con le detrazioni per i figli a carico. In poche parole non sarà più così semplice godere di un alloggio popolare d’ora in poi, visto che le regole sono state a dir poco rivoluzionate.
Andiamo nel concreto: con l’introduzione del criterio dei cinque anni di residenza anagrafica o attività lavorativa si mette un freno all’assegnazione di alloggi agli stranieri non integrati, perché fino ad oggi bastava essere residenti ma senza un minimo di anni (mentre servivano cinque anni per chiedere un contributo per l’affitto).
Ad oggi Publicasa gestisce 1600 alloggi nel territorio del circondario, con circa 4000 persone che vi abitano, il 20% delle quali è straniera; senza dimenticare che altre mille famiglie sono in graduatoria in attesa di ottenere un alloggio a canone ridotto.
Le domande di partecipazione devono essere compilate unicamente sui moduli appositamente predisposti dall’Unione dei Comuni. Il bando, i moduli di domanda e tutta la documentazione necessaria possono essere ritirati all’ufficio relazioni con il pubblico o altro ufficio incaricato del proprio comune di residenza. La documentazione è scaricabile anche dal sito www.empolese-valdelsa.it e da quelli dei singoli Comuni. Le domande dovranno pervenire esclusivamente all’ufficio protocollo del Comune di residenza o l’ufficio protocollo dell’Unione (piazza della Vittoria 54 – Empoli) o essere spedite con raccomandata entro il 26 febbraio 2016.
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