Il Tirreno

Empoli

GIALLO DI QUERCE

Massacrata in casa a Fucecchio: pm chiederà rinvio a giudizio per il marito

La villetta di Querce, Giacomo Benvenuti e Marinella Bertozzi
◗
La villetta di Querce, Giacomo Benvenuti e Marinella Bertozzi

Morte di Marinella Bertozzi, per anni Giacomo Benvenuti di Santa Croce sull'Arno l'avrebbe soggiogata e picchiata fino alla morte

2 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Per anni l'aveva "sottomessa", anche prima di sposarla nel 2013, facendole perdere ogni margine di libera autodeterminazione, riducendola in uno stato di totale soggezione, picchiandola ripetutamente (come confermato dalla perizia affidata dal gip del tribunale di Firenze) fino a provocarne la morte il 30 ottobre dello scorso anno. Queste le accuse mosse dal pm Sandro Cutrignielli nei confronti di Giacomo Benvenuti, un operaio di 41 anni, di Santa Croce sull'arno, nei confronti del quale, dopo l'avviso di conclusione indagini la procura fiorentina sta per chiedere il rinvio a giudizio per l'omicidio della moglie, Marinella Bertozzi, 50 anni, morta nella sua villetta di Querce (Fucecchio), dove viveva insieme al marito.

LEGGI ANCHE: TUTTI GLI ARTICOLI SUL GIALLO DI QUERCE

A chiamare il 118, il 30 ottobre 2014, era stato lo stesso Benevenuti. Ai sanitari aveva riferito di aver trovato, al ritorno da lavoro, la moglie ubriaca e di averli chiamati quando la donna aveva lo sguardo assente e sembrava non rispondere pi alle domande. I soccorsi immediati furono inutili e, in un primo momento, il decesso venne catalogato come morte naturale. Solo la denuncia del fratello della donna fece aprire un fascicolo e le indagini portarono, nel marzo scorso, all'arresto di Benvenuti.

[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.12358788:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2015/10/30/news/regalo-a-benvenuti-nel-giorno-piu-triste-1.12358788]]

Come accertato poi dall'autopsia il decesso era stato causato da shock emorragico dovuto a lesioni a livello addominale che hanno interessato vari organi. L'uomo l'avrebbe percossa "con immane violenza" con calci, pugni e probabilmente anche con corpi contundenti, causandole numerose fratture e varie emorragie interne. I medici rilevarono anche contusioni al cranio e al collo dovute a un possibile tentativo di strangolamento, e al torace, oltre a fratture delle costole.

Quando morì la donna era sotto l'effetto di alcol e tranquillanti, in cui si era rifugiata per sopportare i soprusi del marito tiranno. Soprusi che duravano da anni, come dimostrato nella perizia affidata dal gip: i medici legali hanno trovato riscontro (callo osseo) di numerose vecchie fratture, soprattutto alle coste, alle scapole e alle vertebre.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca