Gioco
Sbarre sugli argini dei fiumi contro l’abbandono di rifiuti
Contro il boom di discariche la Città Metropolitana sborsa 50.000 euro per impedire l’accesso di auto e ciclomotori sulle sponde di Arno ed Elsa
EMPOLI. Non sarà più possibile raggiungere le rive dei fiumi con le auto o con i ciclomotori. Arno ed Elsa, e in particolare i loro argini, sono ormai da tempo diventati luoghi di scarico di rifiuti più o meno pericolosi. Così la Città metropolitana ha deciso di intervenire, bloccando il passaggio ai mezzi non autorizzati con sbarre e catene poste nei punti di ingresso alle rive.
Saranno spesi poco meno di cinquantamila euro per preservare gli argini e per mettere in sicurezza aree inevitabilmente poco sorvegliate sia nelle ore diurne e ancora di più in quelle notturne. Basta fare un giro sulle rive per rendersi conto di come inciviltà e incuria regnino sovrane, nonostante la dedizione di associazioni e cittadini impegnati nel preservare luoghi da sempre utilizzati come discarica. E il lavoro degli operatori del consorzio di bonifica, che puntualmente intervengono per garantire la sicurezza di queste aree. Lungo le rive dei fiumi, infatti, è facile imbattersi in rifiuti di ogni tipo. Dai sacchi della spazzatura a imballaggi di plastica, per arrivare a elettrodomestici rotti, biciclette e altri rifiuti pericolosi come batterie e generatori. Rifiuti che finiscono sulle sponde dei corsi d’acqua nei periodi di scarse precipitazioni, quelli cioè in cui è più facile accedere agli argini, e che poi puntualmente vengono inghiottiti dalle acque e trasportati fino al mare quando i livelli si alzano. Lo scarico di rifiuti, peraltro, spesso è favorito dalla presenza di erba alta sulle sponde. Tanto che ogni volta che si provvede allo sfalcio, come accaduto nel luglio scorso, ciò che emerge è uno scenario desolante, fatto nel migliore dei casi di sacchi pieni di rifiuti e cartacce. La determina è stata approvata in queste settimane e dovrebbe mettere un freno all’inciviltà. «E’ necessario inserire – si legge nel testo del provvedimento - in prossimità delle rampe di accesso agli argini del fiume Elsa e le cateratte poste lungo il fiume Arno, apposite sbarre e catene per impedire l’accesso a persone e mezzi non autorizzati».
L’obiettivo è chiaro: «Detto intervento si rende necessario per impedire principalmente sia l’abbandono di rifiuti classificati come speciali all’interno dell’area fluviale che il transito di motocicli che spesso creano incisioni anche profonde al corpo arginale». Insomma, limitare l’abbandono di rifiuti e allo stesso tempo evitare che aree fondamentali per la salute dei corsi d’acqua e per la sicurezza di migliaia di cittadini vengano deturpate e danneggiate. Come detto il progetto avrà un costo complessivo di oltre 49mila euro, che andrà a pesare sul bilancio della Città metropolitana.
I lavori sono stati affidati ad una ditta di Ponte Buggianese, la Chips srl. L’offerta presentata dall’azienda pistoiese si è rivelata, infatti, la più vantaggiosa con un ribasso del 5,5% su un importo di 36.252 euro. A cui vanno aggiunti oneri per la sicurezza, assicurazione per i progettisti e soprattutto l’Iva. L’intervento, inoltre, prevede anche «lavori di fornitura e posa in opera di apposite ringhiere in metallo per la sicurezza del personale addetto alla manovra delle cateratte lungo il fiume Arno», nonché la manutenzione delle cateratte stesse.
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