La protesta
«Il cuore grande di Foresto sia un esempio per tutti noi»
L’addio all’imprenditore e politico morto il giorno di Natale a 74 anni La figlia: «Un privilegio avere avuto un padre così». In Collegiata anche Lotti
EMPOLI. «Aveva un grande cuore e ha lasciato un’impronta grande nei nostri. Ora lui è lì, a dirci di portare avanti la sua opera». Fatta di impegno e passione, nel mondo del lavoro come in quello politico; di sostegno alle associazioni e di aiuto verso «chiunque glielo chiedesse». Parole di speranza, quelle pronunciate da don Guido Engels, che provano a lenire il dolore, in una giornata di lutto per la città. Che piange Foresto Mostardini, morto il giorno di Natale a 74 anni; ingegnere, imprenditore, ma anche protagonista per decenni della vita politica. A partire dagli anni Settanta, da consigliere comunale della Dc; poi nel Ppi, da assessore nella giunta guidata da Vittorio Bugli, dal 1999 al 2002, quando si dimise per cercare di salvare la sua ex azienda, la Mostardini Pietro & Figli di via Piovola, leader nel settore dei macchinari per le concerie, ceduta nel 1998 a un gruppo vicentino e chiusa poi dieci anni dopo. Ma Foresto fu anche socio-fondatore della Fondazione “Dopo di Noi” (sostegno di disabili) e tra i fondatori e presidente di Astro, associazione che aiutai i malati oncologici. Oltre che presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.
Si è sentito male la mattina di Natale, durante la messa in Collegiata. È stato soccorso da un’ambulanza, ma si è rifiutato di andare al pronto soccorso e si è fatto accompagnare a casa. Dove, poco dopo, è stato trovato morto dai familiari. Foresto, vedovo da molti anni, lascia due figlie: Elena, architetto, e Lucia, dipendente dell’Asl, ex consigliere comunale del Pd ed ex assessore alle politiche sociali dell'attuale giunta Brenda Barnini: «È stato un privilegio - ha detto Lucia durante il funerale - avere un padre come lui». Parole cariche di amore e dolore, pronunciate in una Collegiata gremita, con una città intera che si è stretta intorno alla famiglia. A cominciare dalle istituzioni, con in prima fila Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza del consigliO, «in rappresentanza del governo e di Matteo Renzi». E dal sindaco Barnini: «Foresto è stato tante cose in una vita sola, un imprenditore importante, un militante politico della Dc e un convinto sostenitore della nascita del Pd. Ci siamo conosciuti proprio in quella circostanza nel 2007. Da allora è sempre stato un punto di riferimento costante, il dialogo con lui era ricco di racconti del passato ma sempre proiettato al futuro. Le sue visite periodiche mi davano modo di riflettere e di sorridere. Se ne è andato così come aveva vissuto, testardo nel fare di testa sua».
Parole piene di riconoscenza e affetto, come quelle dell’onorevole Dario Parrini: «Perdiamo una persona speciale: appassionato, intelligente, coraggioso. Infaticabile e tenace come imprenditore, coerente e aperto al nuovo nel suo lungo impegno sociale, civile e politico. Averlo conosciuto è stato un onore, un piacere, e anche un dono». Per Nicola Nascosti, ex consigliere regionale di Forza Italia, «Empoli perde un autorevole esponente della sua storia industriale, ma soprattutto scompare una persona onesta, politicamente corretta che ho sempre stimato e apprezzato». Il segretario della Camera del lavoro, Rossano Rossi, sottolinea che «Foresto è stato un uomo che, sia come imprenditore che come politico, ha fatto tanto ed ha voluto bene a Empoli». Al funerale di Mostardini anche il segretario del Pd dell’Empolese Valdelsa e consigliere regionale, Enrico Sostegni: «Ha avuto il merito di farsi sempre apprezzare e stimare anche da chi, politicamente, non la pensava come lui». E l’ex sindaco di Vinci, Giancarlo Faenzi: «L’ho conosciuto quando non potevamo dire di essere d'accordo anche quando lo eravamo, poi il periodo della collaborazione ma segnando le differenze, infine la nostra casa, il Pd. Quando mi chiederanno di Foresto, risponderò semplicemente "una persona veramente per bene"».
Francesco Turchi
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