Il Tirreno

Empoli

il ricovero dopo un grave incidente

Offre una cena a chi ha curato suo padre

Il gesto di Sabrina Chini in segno di riconoscenza per lo staff di una struttura

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Il padre se n'è andato dopo aver sofferto e lottato in un letto d'ospedale in seguito ad un incidente stradale. Anselmo Chini - 78 anni - è morto ma la figlia - l'unica figlia - vuole ringraziare e dare un piccolo premio a chi l'ha seguito fino alla fine, soprattutto lo staff medico-sanitario di Villa delle Terme a Impruneta, una struttura specializzata nel trattamento delle celebrolesioni acquisite.

Questo perché Anselmo Chini, che venne investito in via della Repubblica l’anno scorso, a poche decine di metri dal panificio di famiglia, dove si era appena recato per aiutare la figlia, era apparso gravissimo sin dall'inizio, quando si decise di portarlo a Careggi per stabilizzarlo. Ma non c'erano molte speranze per un suo risveglio, era attaccato alle macchine e continuava a soffrire. Sabrina Chini, che ha seguito il padre notte e giorno, ha ancora difficoltà a raccontare quel lungo percorso verso la dipartita del genitore, accompagnato però - come racconta - dalle cure amorevoli dello staff della clinica di Impruneta:«L' hanno trattato come fosse il padre di tutti loro - spiega - lo coccolavano, lo abbracciavano, nonostante papà non fosse in grado di rispondere e contraccambiare. Li voglio ringraziare, hanno fatto in modo che la sua vita durasse il più possibile, che potessi averlo con me qualche giorno in più. E voglio far sapere che esistono anche strutture così, dove mio padre - nonostante stesse soffrendo - riusciva a regalarci "smorfie d'amore". Per questo voglio portare lo staff a cena, per stare tutti insieme e ricordare mio padre».

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