Muore a 59 anni alla festa della “sua” radio
Piero Parotti, ex consigliere provinciale e anima dell’Arci Pontorme, ucciso da un malore davanti a decine di persone
EMPOLI. E' morto in mezzo a decine e decine di giovani, a tanti amici e ai suoi compagni di viaggio. Proprio durante la festa della web radio che aveva contribuito a creare. Erano le 1.30 di ieri, Piero Parotti stava parlando con alcuni amici fuori dal circolo Arci di Ponterotto, dove appunto si stava svolgendo la festa di Orme Radio.
Ad un certo punto la caduta, una birra che va in frantumi e il corpo dell'uomo che crolla a terra a peso morto tra lo stupore e lo sgomento di decine di ragazzi che stavano partecipando alla festa “Xmas Party”.
Un infarto con ogni probabilità si è portato via Piero Parotti, 60 anni a marzo, radiologo all'ospedale fiorentino di Careggi, molto conosciuto a Pontorme e non solo. Nella frazione empolese viveva ormai da anni e in quella comunità si era integrato al meglio. Si era impegnato molto per la riapertura del circolo Arci, che alcuni anni fa era rimasto chiuso per un periodo. Tanto che aveva assunto la carica di vicepresidente del consiglio del circolo. Ma la sua passione per la musica lo aveva spinto anche a dare fiato e gambe ad un progetto innovativo che tra le mura di quella casa del popolo stava nascendo, Orme Radio appunto.
Un progetto che in pochi mesi è diventato una realtà affermata anche grazie a lui che dai microfoni della web radio conduceva “Desperadio”, una trasmissione sull'Empoli calcio in cui affiancava alcuni tifosi azzurri. E attraverso la quale riusciva a trasmettere la sua passione per la squadra guidata da Marco Giampaolo.
Per la radio di Pontorme, inoltre, Piero teneva anche un altro spazio chiamato “Delikatessen” in cui faceva ascoltare perle rare e bellissime pescate dalla sua collezione di vinili.
Nella vita di Piero, inoltre, non era mancata la passione per la politica. A cavallo degli anni Duemila, infatti, aveva svolto un mandato da consigliere provinciale di Rifondazione Comunista.
Piero Parotti nella sua larga comunità era conosciuto da tutti come il “Doc”. Amato per le sue mille passioni e per l'impegno che metteva nelle attività che seguiva.
Un uomo pieno di vita, insomma. E anche per questo in quei tremendi minuti di un sabato sera come un altro a serpeggiare nell'umidità della notte era più che altro incredulità. “Non è possibile”, “Non ci credo” sussurravano ragazzi che potevano benissimo essere suoi figli.
Pochi minuti prima c'era stata la trepidazione. Fuori dal circolo Arci Ponterotto di via Viaccia erano in tanti. Non appena Piero è caduto, sbattendo la testa sull'asfalto, chi era con lui ha provato a soccorrerlo. Poi sono immediatamente intervenuti alcuni ragazzi, volontari della Misericordia, che stavano partecipando alla festa.
Nei minuti prima che arrivasse l'ambulanza hanno continuato a praticargli il massaggio cardiaco. Un'assistenza-lampo che, però, purtroppo non è riuscita a salvargli la vita.
I sanitari inviati dalla sala operativa del 118 sono intervenuti tempestivamente e hanno tentato in ogni modo di rianimarlo, defibrillandolo e continuando a praticargli il massaggio cardiaco per quasi un'ora, sull’ambulanza della Pubblica Assistenza di Empoli. Tutto intorno, in un'atmosfera surreale che aveva smesso ormai di essere di festa, altri amici si aggiungevano a quelli che già c'erano. E tutti insieme lo hanno salutato per l'ultima volta.
«Era innamorato della vita. Se n’è andato mentre era in mezzo ai giovani - racconta chi lo conosceva bene - si è divertito fino all’ultimo secondo della sua vita, partecipando da protagonista a una festa».
Piero Parotti lascia due figli, Gerry e Ljuba, e un nipote, oltre all’altra sua grande famiglia, quella del circolo e di Orme Radio.
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